Fumo e temporali su New York alla vigilia della finale mondiale, ma per domenica è previsto un miglioramento
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Redazione Esteri
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New York si è svegliata ancora una volta sotto una coltre di fumo grigio, un cielo che sembrava non voler promettere nulla di buono per il grande evento in programma. La densa nube tossica, generata dagli incendi boschivi che stanno devastando il Canada centrale e il Minnesota, ha continuato a oscurare i cieli della città, portando con sé una qualità dell'aria che è tornata a toccare livelli insalubri.
La tregua di venerdì è durata poco, e l'ondata di smog ha riacceso le preoccupazioni a sole ventiquattr'ore dalla finale dei Mondiali di calcio tra Spagna e Argentina, in programma al MetLife Stadium nel New Jersey. L'incertezza, però, non riguarda solo l'esito del match, ma anche la possibilità che le avverse condizioni meteorologiche possano mettere a repentaglio la regolare disputa dell'incontro.
Un cielo grigio e il rischio temporali
L'arrivo di un fronte temporalesco, con forti piogge e raffiche di vento, ha rappresentato una minaccia ulteriore per le preparazioni delle due squadre. La Spagna, per esempio, è stata costretta a sospendere la sua ultima sessione di allenamento all'aperto a causa dei temporali e dei fulmini che si sono abbattuti sull'area, mentre l'Argentina ha dovuto posticipare l'inizio del suo riscaldamento di 45 minuti.
A East Rutherford, dove sorge lo stadio, il cielo è rimasto di un grigio denso e minaccioso per giorni, e anche un violento temporale che ha portato allagamenti e allerte per il maltempo non è bastato a spazzare via completamente l'aria pesante. La pioggia, tuttavia, ha un ruolo fondamentale in questa storia: secondo i meteorologi, dovrebbe proprio essere il temporale, previsto per sabato, a "spazzare via" il fumo e a pulire l'atmosfera in tempo per il calcio d'inizio di domenica.
I meteorologi rassicurano: «Per la finale sarà molto meglio»
Nonostante lo scenario apocalittico di questi giorni, con il cielo di New York paragonato addirittura al fumo di dieci sigarette, le previsioni per domenica offrono un quadro decisamente più ottimista. Tyler Roys, meteorologo di AccuWeather, ha spiegato che il fronte temporalesco di sabato dovrebbe allontanare la maggior parte del fumo dal nord-est del Paese in tempo per la finale.
«Potrebbe rimanere un fumo residuo che renderà il cielo un po' nebbioso, ma molto lievemente», ha affermato, precisando che il fumo più denso e pericoloso non è previsto né su New York né sulla maggior parte della regione. Anche Jeff Berardelli, capo meteorologo e specialista del clima di WFLA-TV, ha confermato che il temporale provvederà a "ripulire l'atmosfera", lasciando solo una sottile traccia di fumo che gli spettatori potrebbero persino annusare, ma senza rischi per la salute.
L'indice di qualità dell'aria per domenica è previsto in miglioramento, passando da "malsano per i gruppi sensibili" a "moderato", il che significa un rischio minimo o nullo per il pubblico generale. Le temperature si attesteranno intorno ai 27 gradi, con brezze leggere e bassa umidità, condizioni che Berardelli stesso ha definito «quasi perfette» per l'evento. La preoccupazione maggiore rimane per la mattina, quando l'aria potrebbe essere ancora pesante per le persone più sensibili, ma la situazione dovrebbe migliorare rapidamente nel corso della giornata.
Trump e l’ira per il fumo canadese: minacce di dazi
La situazione, a dir poco tesa, ha assunto anche una piega politica con il presidente Donald Trump che ha deciso di puntare il dito contro il Canada. Il presidente, che ha in programma di assistere alla finale, ha definito l'aria carica di fumo come «inquinata, sporca e pericolosa», sostenendo che gli Stati Uniti sono stati «invasi in modo non necessario» e minacciando di imporre nuovi dazi come rappresaglia.
"Stiamo ritenendo il Canada responsabile", ha scritto sul suo social network, scatenando una reazione immediata del premier canadese Mark Carney, che ha ricordato come il cambiamento climatico sia una responsabilità che riguarda tutti, Stati Uniti compresi. Ancora più dura la risposta del premier dell'Ontario, Doug Ford, che ha definito le parole di Trump "inaccettabili" e "miopi", sottolineando come il Canada sia da sempre il primo a offrire il proprio aiuto in caso di disastri ambientali negli USA.
Epidemia di ciclosporiasi, l’altra emergenza sanitaria
Il fumo non è l'unica emergenza sanitaria che sta mettendo a dura prova il paese, in particolare il Michigan e gli stati limitrofi. Mentre New York si preparava ad accogliere i tifosi, un'epidemia di ciclosporiasi, un'infezione intestinale causata dal parassita Cyclospora, ha già colpito migliaia di persone in oltre trenta stati, con un aumento esponenziale dei casi rispetto agli anni precedenti. L'infezione, che si contrae attraverso il consumo di acqua o cibo contaminati da feci (in particolare prodotti freschi come la lattuga), provoca diarrea acuta, crampi e nausea.
Le autorità sanitarie, pur avendo individuato nelle verdure a foglia verde la possibile fonte, sono ancora al lavoro per risalire al produttore o al distributore responsabile. Un'indagine complicata, come ha spiegato un epidemiologo della Johns Hopkins, resa ancora più difficile dai recenti tagli ai fondi per la sorveglianza delle malattie infettive decisi dall'amministrazione Trump, che hanno ridotto la capacità di reazione dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC).
Il dibattito pubblico, acceso da alcuni commentatori, ha messo in luce come gli interventi del Segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., in particolare il ridimensionamento dei programmi di monitoraggio, possano aver indebolito la risposta federale al diffondersi del parassita.




