Prima il silenzio, poi il boato. E infine i cori

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Redazione Sport Redazione Sport   -   All’Allianz Stadium, ieri sera, l’atmosfera era surreale, carica di tensioni che hanno trasformato il campo da gioco in un palcoscenico di proteste e malcontento. Come annunciato già fuori dal JHotel, la tifoseria organizzata della Juventus ha scelto il silenzio come forma di protesta: nessun coro, nessun incitamento, solo un mutismo che ha accompagnato gran parte del primo tempo. Una scelta radicale, rispettata persino di fronte alle provocazioni – tipiche da stadio – dei tifosi dell’Hellas Verona, che non hanno esitato a stuzzicare i bianconeri.

Ma il silenzio, si sa, è spesso più eloquente delle parole. E quando i fischi hanno rotto quel vuoto, è iniziata la contestazione. “Dirigenza ci senti? Ci avete rotto il cazzo”, è stato il coro che ha risuonato più volte, accompagnato da uno striscione che recitava: “La Juve siamo noi”. Una frase che ha scatenato le reazioni, tra cui quella di Maurizio Pistocchi, che tramite il suo profilo X ha commentato senza mezzi termini: “La Juve non siete voi, ma i milioni di tifosi che rispettano il club e le persone che ci lavorano”.

La protesta, iniziata già fuori dal JHotel, si è trasferita in curva, dove i tifosi hanno continuato a far sentire la propria voce. Fischi all’uscita dei giocatori alla fine del primo tempo, cori duri contro la società e una contestazione che non ha risparmiato nessuno: dalla dirigenza all’allenatore, passando per i calciatori. Un malessere che, nonostante la vittoria ottenuta nel secondo tempo, ha lasciato strascichi evidenti.

La partita, ferma sullo 0-0 per gran parte della gara, ha visto una Juventus in difficoltà, incapace di sbloccare il risultato contro una compagine scaligera ben organizzata. Ma quando il gol è arrivato, il boato ha sostituito i fischi, almeno per un attimo. La vittoria, seppur sofferta, ha ricucito parzialmente le ferite, ma il messaggio della Curva Sud è stato chiaro: il malcontento è profondo e non si placherà facilmente.

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