Tottenham-Atletico Madrid 3-2, agli spagnoli basta l’andata per strappare il passaggio del turno

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La notte di Londra regala emozioni e un punteggio che, sulla carta, potrebbe trarre in inganno chi non avesse seguito l’andata del Metropolitano. Il Tottenham vince 3-2 contro l’Atletico Madrid, aggiudicandosi la gara di ritorno degli ottavi di finale di Champions League, ma è la squadra di Simeone a staccare il biglietto per i quarti, forte del roboante 5-2 incassato una settimana fa in Spagna. Un risultato che profuma di gloria personale per gli uomini di Igor Tudor — e lo striminzito vantaggio sul campo amico lo conferma — ma che si rivela una consolazione amara, visto il passivo complessivo di 7-5 che condanna gli Spurs all’eliminazione. Il verdetto del doppio confronto è inappellabile: l’Atletico vola al turno successivo e se la vedrà con il Barcellona in un derby spagnolo che si preannuncia infuocato.

La partita si accende nella ripresa tra colpi di scena e proteste

L’avvio del match al Tottenham Hotspur Stadium sembra mettere subito in guardia i padroni di casa: Lookman trova la via della rete dopo appena sei minuti, ma il direttore di gara annulla per una posizione di fuorigioco segnalata dal primo assistente, gelando gli entusiasmi dei pochi tifosi ospiti presenti sugli spalti. La prima frazione di gioco, però, vive sostanzialmente sugli equilibri, con Musso chiamato in causa in più di un’occasione per blindare il vantaggio accumulato all’andata: l’estremo difensore argentino risponde presente sui tentativi di Kolo Muani e Tel, tenendo a galla i colchoneros fino al trentesimo, quando lo stesso Kolo Muani, ex Juventus, svetta di testa su cross di Tel e insacca l’1-0 che riaccende una speranza per i londinesi.

È nella ripresa che la partita cambia pelle, letteralmente. Passano appena centoventi secondi e Alvarez, già protagonista in negativo per un contrasto ruvido ai limiti della propria area su Xavi Simons che scatena le proteste dei giocatori del Tottenham — i quali invocano un fallo che avrebbe dovuto interrompere l’azione —, recupera palla e innesca una ripartenza letale: Lookman gli restituisce il favore con un assist al bacio e l’argentino, da posizione defilata, lascia partire un diagonale che s’infila all’incrocio dei pali, fulminando Vicario e gelando lo stadio. Un gol che porta la firma dell’ex City e che riporta immediatamente la gara in equilibrio, ma che non spegne l’orgoglio degli inglesi.

La doppietta di Simons non basta, Hancko spegne le speranze

La reazione del Tottenham è rabbiosa e trova sfogo al cinquantaduesimo: un errore in fase di impostazione di Simeone regala una preziosa occasione a Gray, che dopo un rapido scambio sulla trequarti serve Xavi Simons; il centrocampista olandese, con un destro secco e preciso dal limite, trafigge Musso e riporta avanti i suoi, facendo esplodere la protesta sonora di un pubblico che ci crede ancora. È il momento clou della serata, con gli Spurs che provano a spingere sull’acceleratore, anche se la difesa dell’Atletico, con Hancko e Le Normand sugli scudi, regge l’urto.

Al settantacinquesimo, però, arriva la doccia fredda che chiude i giochi. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Alvarez, il difensore slovacco David Hancko si libera della marcatura di Romero e, con un colpo di testa preciso, insacca alle spalle di Vicario il momentaneo 2. Un gol che sa di condanna definitiva per il Tottenham, perché per passare il turno avrebbe avuto bisogno di segnare almeno altre tre reti. La squadra di Simeone, forte del doppio vantaggio nell’arco della doppia sfida, amministra senza troppi patemi la mezz’ora restante. Nel recupero, un calcio di rigore concesso per un fallo di mano in area regala a Xavi Simons la doppietta personale e il definitivo 3-2, una vittoria che lascia l’amaro in bocca e non cancella la débâcle dell’andata.

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