Il Tottenham vince ma non basta: l’Atletico Madrid strappa il pass per i quarti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Non è bastato al Tottenham Hotspur l’orgoglio di una notte in cui ha ritrovato, seppur temporaneamente, smalto e convinzione. La squadra londinese, reduce da una stagione travagliata e da un dissesto difensivo preoccupante, è riuscita nell’impresa di battere l’Atletico Madrid per tre a due nel retour match degli ottavi di finale di Champions League, disputatosi al Tottenham Hotspur Stadium; un successo, il primo tra le mura amiche dopo due mesi, che però ha il sapore amaro della formalità, visto il 5-2 subito sette giorni prima al Metropolitano. Il verdetto del doppio confronto, con un aggregato di sette a cinque, sorride agli spagnoli di Diego Pablo Simeone, i quali incroceranno ora il Barcellona in un derby iberico che profuma di rivincita e di vecchie conoscenze.

L’avvio dei padroni di casa era stato promettente, sebbene un brivido iniziale avesse gelato gli animi: al sesto minuto, Ademola Lookman aveva depositato la palla in rete, ma il direttore di gara aveva prontamente annullato per una posizione di fuorigioco segnalata dal suo assistente. Gli Spurs, lungi dallo scoraggiarsi, iniziarono a tessere il loro gioco affidandosi alla verve di Mathys Tel, il cui dinamismo creò più di un grattacapo alla retroguardia colchonera. Fu proprio da un suo cross preciso, al trentesimo, che Randal Kolo Muani, svettando imperioso, insaccò di testa alle spalle di Juan Musso, riaccendendo una flebile speranza per la truppa di Igor Tudor.

La ripresa, un turbine di emozioni e il sigillo di Alvarez

L’intervallo non ha spento l’intensità della contesa, anzi. Il secondo tempo si è aperto su ritmi forsennati, con l’Atletico determinato a spegnere sul nascere qualsiasi velleità di rimonta. Al minuto quarantasette, un’azione nata da un recupero ruvido – e contestato dai giocatori di casa – al limite della propria area da parte di Julián Alvarez ai danni di Xavi Simons ha innescato una ripartenza letale. L’azione, conclusa dallo stesso attaccante argentino, ha visto quest’ultimo raccogliere un assist di Lookman per poi fulminare Vicario con un destro a giro che si è spento all’incrocio dei pali. Un colpo che avrebbe potuto tramortire chiunque, ma non il Tottenham. La reazione è stata immediata e veemente: cinque giri di lancette più tardi, un errore in fase di impostazione di Simeone ha permesso ad Archie Gray di intercettare la sfera e, dopo una rapida sequenza di passaggi, di servire Xavi Simons. Il centrocampista olandese, con un destro secco e potente, ha incenerito Musso, facendo esplodere nuovamente il pubblico londinese e riaprendo, nei cuori dei tifosi, uno spiraglio che la logica del campo avrebbe invece presto richiuso.

Nonostante il nuovo vantaggio, il peso del passivo da colmare era e restava mastodontico. L’Atletico, forte della sua esperienza e della solidità che gli è propria, ha gestito il possesso e colpito al momento opportuno. Al settantacinquesimo, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Alvarez, David Hancko ha anticipato la marcatura e con un colpo di testa preciso ha insaccato il due a due, un gol che, di fatto, ha chiuso i conti qualificazione. Nel finale, un calcio di rigore concesso per un ingenuo fallo di Giménez su Simons ha permesso allo stesso olandese di siglare la doppietta personale e di fissare il punteggio sul tre a due definitivo, una vittoria che per gli Spurs ha il sapore di un amaro ma dignitoso congedo dalla scena europea. L’Atletico, dal canto suo, prosegue il cammino e si prepara ad affrontare il Barcellona in un doppio confronto che si preannuncia infuocato.

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