L'ombra del Novichok sulla morte di Alexei Navalny

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Alexei Navalny, noto oppositore russo, è deceduto in carcere a 47 anni. La causa del decesso è avvolta nel mistero, ma Yulia Navalnaya, moglie di Navalny, accusa il regime di Vladimir Putin di aver utilizzato l'agente nervino Novichok per uccidere suo marito. Questa sostanza era già stata utilizzata contro Navalny nell'estate del 2020.

Il mistero della morte di Navalny

Le autorità russe hanno dichiarato che serviranno altri 14 giorni di indagini e analisi sul corpo di Navalny, che non è stato ancora restituito alla famiglia. Yulia Navalnaya sostiene che le autorità russe stiano nascondendo il corpo del marito per attendere che le tracce dell’agente nervino Novichok spariscano.

Il Novichok: un'arma letale

Il Novichok, l'agente nervino che avrebbe ucciso Alexei Navalny, fa parte di un gruppo di agenti nervini sviluppati in Unione Sovietica tra gli anni '70 e '80. Secondo Navalnaya, suo marito sarebbe stato nuovamente avvelenato con questa sostanza.

Risonanza internazionale

La morte in carcere di Navalny è diventata un caso internazionale. A pochi giorni dal decesso, Yulia Navalnaya ha lanciato nuove accuse contro Putin e i vertici del governo russo, sostenendo che stiano nascondendo il corpo di suo marito per aspettare che svaniscano le tracce del veleno Novichok usato per ucciderlo. Le indagini sulla morte di Navalny sono ancora in corso, secondo quanto dichiarato dal Cremlino.

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