La Suzuki Across plug-in hybrid 2026 tra efficienza tecnica e vocazione off-road
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Redazione Scienza e Tecnologia
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La casa di Hamamatsu ha immesso sul mercato, in queste prime settimane del 2026, la nuova iterazione della Suzuki Across, sport utility vehicle di segmento C che, per questa generazione, radicalizza la propria natura di gemma derivata dalla piattaforma Toyota. Frutto dell’accordo di collaborazione industriale che lega i due costruttori nipponici, il nuovo Across – è bene ricordarlo – non è altro che la riproposizione con il marchio Suzuki della Toyota RAV4 Adventure nella sua variante ibrida plug-in, una strategia di badge engineering che consente alla casa minore di coprire lo spazio dei SUV ibridi ricaricabili senza doverne sostenere i costi di sviluppo -1-6-8.
Il cuore del sistema propulsivo, un PHEV di nuova concezione che i tecnici hanno reso più compatto, vede l’integrazione della Power Control Unit e del convertitore DC/DC direttamente nell’eAxle anteriore, soluzione che, unita all’impiego di semiconduttori in carburo di silicio, riduce le perdite energetiche e migliora lo sfruttamento degli spazi interni -2-10. L’architettura si compone del tradizionale quattro cilindri da 2.5 litri a ciclo Atkinson, il quale lavora in sinergia con due unità elettriche – una posizionata sull’avantreno e l’altra sul retrotreno – per un output combinato che, a seconda delle fonti, viene indicato in 304 o 306 cavalli -5-6. Il pacco batterie agli ioni di litio, la cui capacità è stata oggetto di un aggiornamento sostanziale, raggiunge ora i 22,7 kilowattora, incremento che, se da un lato estende l’autonomia in modalità esclusivamente elettrica fino a cento chilometri secondo il ciclo WLTP, dall’altro incide sulle dichiarazioni di potenza massima, le quali permangono ancorate ai valori della precedente generazione -5-8-9.
L’impianto stilistico e la filosofia degli interni
Dal punto di vista estetico, la casa nipponica ha optato per un allineamento quasi totale con l’allestimento Adventure della controparte Toyota: il frontale, caratterizzato da una calandra ottagonale di nuove dimensioni e da gruppi ottici a LED dallo sviluppo orizzontale più affilato, sottolinea quella vocazione fuoristradistica che il marchio intende enfatizzare. La palette cromatica si amplia con l’introduzione di tre tinte inedite – un bianco, un grigio e un verde metallizzato – le quali vanno ad affiancare il tradizionale nero, offrendo una gamma di personalizzazione che si attesta su quattro tonalità complessive. All’interno, l’abitacolo abbandona le configurazioni precedenti per adottare quella che Suzuki definisce architettura a isola, concetto che, di fatto, ricalca fedelmente il cruscotto della RAV4: i comandi principali, dal selettore del cambio elettronico ai controlli del climatizzatore, vengono raggruppati in un’area centrale che ne favorisce l’intuitività d’uso. Il cockpit digitale, vero fulcro dell’evoluzione tecnologica di bordo, abbina un cluster strumenti da 12,3 pollici configurabile a un display per l’infotainment che raggiunge i 12,9 pollici di diagonale, interfaccia che, per la prima volta su questo modello, viene affiancata da un head-up display in grado di proiettare sul parabrezza le informazioni di navigazione e velocità a una distanza virtuale prossima ai cinque metri.
La meccanica, l’assetto e le logiche della trazione integrale
Sotto il profilo dinamico, la Across si affida al sistema AllGrip E-Four, declinazione elettronica della trazione integrale che, in assenza di collegamenti meccanici tra i due assi, gestisce la ripartizione della coppia attraverso i due motori elettrici. La novità sostanziale, rispetto al passato, risiede nell’introduzione della modalità Trail: selezionabile manualmente dal conducente, questa impostazione imposta un rapporto fisso di distribuzione della coppia tra avantreno e retrotreno, integrando al contempo il controllo di trazione e la forza frenante per migliorare la motricità su fondi a bassa aderenza. Le prestazioni, nonostante l’incremento di massa batteria, rimangono brillanti: lo scatto da fermo nello zero-cento viene coperto in 6,1 secondi, mentre la velocità massima è autolimitata a 180 chilometri orari. Il vano bagagliaio, penalizzato dall’ingombro del sistema ibrido e dalla presenza del pacco accumulatori, si attesta sui 446 litri di capacità, valore inferiore rispetto ai tradizionali SUV a combustione ma che viene parzialmente compensato dall’adozione del portellone posteriore elettrico con sistema hands-free azionabile tramite un movimento del piede sotto il paraurti.
Il pacchetto Adas e gli apparati di sicurezza predittiva
Il comparto delle safety assistances, ormai imprescindibile per competere nel segmento dei crossover premium, viene interamente mutuato dal Toyota Safety Sense, qui ribattezzato Suzuki Safety Support. L’architettura sensoriale si compone di un radar a onde millimetriche e di una telecamera monoculare, i quali lavorano in sinergia per alimentare il sistema di pre-collisione: tale apparato, oltre a rilevare pedoni e ciclisti, è ora in grado di riconoscere i veicoli in attraversamento laterale, attivando non solo la frenata automatica ma anche un intervento correttivo sullo sterzo – l’emergency steering assist – per evitare l’impatto mantenendo la vettura nella propria corsia. Completano la dotazione il cruise control adattivo con funzione stop&go, l’avviso di superamento corsia con assistenza al mantenimento, il monitoraggio dell’attenzione del conducente e il Front Cross Traffic Alert, sistema che, durante le manovre a bassa velocità, segnala l’approssimarsi di veicoli trasversali. La telecamera a trecentosessanta gradi, aggiornata con una visualizzazione tridimensionale dell’intorno vettura, agevola le manovre in spazi ristretti, sebbene la visibilità posteriore rimanga parzialmente ostacolata dall’ampio montante del portellone.




