Marathon, l'addio del direttore artistico Cross scuote Bungie a ridosso del lancio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Scienza e Tecnologia
-
Il team di sviluppo di Marathon, l'atteso extraction shooter di Bungie, deve affrontare un cambiamento di rilievo a poche settimane dalla data di pubblicazione fissata per marzo 2026, dopo aver già registrato un significativo rinvio e alcune polemiche durante le fasi di test. Joseph Cross, che ha ricoperto il ruolo di senior art director sul progetto e che è stato una figura cardine nel ridefinire l'estetica della storica IP, ha infatti lasciato lo studio dopo quasi sette anni di collaborazione, un evento che inevitabilmente getta un'ombra sulla fase di finalizzazione del gioco. L'annuncio, arrivato direttamente dall'interessato attraverso un post sui social network, è stato caratterizzato da toni positivi e riconoscenti verso lo studio, con Cross che si è dichiarato "incredibilmente orgoglioso del mondo visivo" costruito per questo Titolo, definito originale e supportato in modo raro dalla direzione creativa.
Un vuoto creativo nella fase cruciale
La partenza di Cross, il quale ha ringraziato pubblicamente il team artistico di Bungie definendolo "il migliore del settore" e ha promesso di seguire il destino di Marathon da semplice appassionato, arriva in un momento operativamente delicato, quando solitamente la visione artistica viene consolidata e rifinita per il debutto sul mercato. Questo avvicendamento, sebbene gestito con apparente serenità, solleva interrogativi sulla continuità stilistica del titolo, il cui prezzo di vendita è stato fissato a 39,99 euro per le versioni PC, PlayStation 5 e Xbox Series X|S. Le vicende precedenti, che includono feedback contrastanti durante le alpha e una controversia, poi rientrata, sul presunto utilizzo non autorizzato di alcuni asset grafici, rendono il contesto ancor più sensibile per lo studio.
Le radici nell'MMO classico, non negli shooter moderni
Parallelamente alle questioni legate allo sviluppo, è emerso un dettaglio non trascurabile riguardo alle ispirazioni di fondo del progetto, le quali si discostano da quanto il genere potrebbe far presupporre. Secondo quanto rivelato in precedenza dall'ex game director Christopher Barrett, l'ispirazione originaria per Marathon non sarebbe da ricercare in titoli contemporanei come Escape from Tarkov, bensì in un vecchio MMO, Dark Age of Camelot. "Un'esperienza appassionante in un mondo vivo", ha specificato Barrett, "piena di storie cooperative tra giocatori, con il potenziale pericolo derivante dalla presenza di altri utenti". Questa dichiarazione delinea un orizzonte di ambizioni più ampio e socialmente articolato rispetto al puro e semplice loop di estrazione tipico del sottogenere.
La sfida di Bungie in un panorama competitivo
L'uscita del gioco, pertanto, si prospetta come una sfida multidimensionale per Bungie, chiamata a compensare l'assenza di un pilastro creativo, a gestire le aspettative di un pubblico che ha seguito le alterne vicende del progetto e a comunicare con chiarezza una visione di gioco che attinge a radici inaspettate. Il tutto mentre il mercato degli sparatatti in prima persona, anche nella sua declinazione PvPvE, continua a essere estremamente competitivo e soggetto a rapidi cambiamenti di gusto da parte dei giocatori, senza contare le dinamiche internazionali che possono influenzare l'industria, come le politiche commerciali dell'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. La costruzione di un mondo coerente e immersivo, obiettivo per cui Cross ha lavorato a lungo, rimane un elemento critico per distinguersi.




