Marathon si mostra: data d'uscita e un weekend di prova prima del lancio
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Il silenzio che avvolgeva il destino della colonia di Tau Ceti IV, quella misteriosa spedizione partita da Marte nel lontano 2472 a bordo della nave UESC Marathon e scomparsa per trecento anni, è stato infranto da Bungie. Lo studio, che ha forgiato leggende come Halo e Destiny, ha scelto il palcoscenico dello State of Play del 12 febbraio per gettare luce sul suo prossimo, ambizioso progetto: Marathon, uno sparatutto in prima persona con meccaniche di estrazione, o extraction shooter che dir si voglia, il cui verdetto finale, per i giocatori, arriverà il 5 marzo con l'uscita ufficiale -1-3-7.
Prima però di tuffarsi nell'oscurità del 2893, l'anno in cui il gioco è ambientato e in cui nuovi mercenari bio-cibernetici, chiamati Runner, calpesteranno la superficie mortale dell'esopianeta, Bungie offrirà a tutti la possibilità di testare i server e, al contempo, di assaporare le meccaniche di gioco. Un weekend di prova, battezzato "Server Slam", è stato fissato dal 26 febbraio fino al 2 marzo -1-7-10. In queste giornate, i giocatori potranno calarsi nei panni di questi predoni e iniziare a esplorare due zone, il Perimeter e la palude di Dire Marsh, prendendo confidenza con i contratti iniziali di cinque diverse fazioni, provando tutti e sei gli involucri da Runner, ossia le diverse classi di personaggi, e sperimentando funzionalità come l'accoppiamento in solitaria o il chat di prossimità -1-7-10.
Tra estrazioni e misteri, la colonia perduta prende forma
L'evento di lancio, che si preannuncia come un test di stress per l'infrastruttura online del gioco, servirà anche a far gola ai giocatori con ricompense esclusive. Partecipare al Server Slam garantirà infatti un emblema e un banner speciali per commemorare l'evento, ma non solo: si potrà mettere le mani su un pacchetto di equipaggiamento a più livelli, comprensivo di armi e impianti fisici, che sarà poi disponibile al day one per agevolare le prime, pericolose escursioni -1-7-10. La tensione narrativa, va detto, è tutta nella premessa: i trentamila coloni originari sono svaniti nel nulla, e i giocatori, finanziati da fazioni in guerra tra loro, si ritroveranno a lottare non solo contro un ambiente ostile e le forze di sicurezza locali, ma anche contro altri Runner, in un'alleanza precaria che il gioco incoraggia attraverso la prossimità vocale, creando un clima di costante, palpabile diffidenza -1-4.
E se il quadro generale è già di per sé affascinante, Bungie ha disseminato ulteriori dettagli su ciò che ci aspetta dopo il lancio. La Stagione 1, infatti, introdurrà due nuove zone da esplorare, denominate Outpost e Cryo Archive, e sbloccherà l'intero albero delle progressioni e dei contratti per tutte e sei le fazioni, aggiungendo infine una modalità classificata per i più competitivi -1-7. Per i giocatori PlayStation Plus, inoltre, è stata annunciata una carineria sotto forma di tre amuleti per le armi, un omaggio ad altri titoli di successo della piattaforma: si potranno equipaggiare cimeli ispirati a Helldivers 2, Death Stranding 2 e Ghost of Yōtei, un piccolo ma significativo ponte tra diverse esperienze ludiche -1-4-10.
Oltre Marathon, lo State of Play sforna sequel e remake
La presentazione di Sony, della durata di oltre settanta minuti e descritta da molti come la più lunga mai realizzata per un evento di questo tipo, non si è ovviamente concentrata solo sul ritorno di Bungie nel panorama degli sparatutto. Il flusso di annunci è stato incessante, con un mix ben calibrato di produzioni triple A e giochi indipendenti, a dimostrazione di una strategia che punta a coprire un ampio spettro di gusti. Tra i nomi che hanno fatto più rumore, spicca senza dubbio l'annuncio di Kena: Scars of Kosmora, il sequel del poetico Bridge of Spirits -3-9. A distanza di quasi cinque anni dall'originale, Ember Lab riporta in scena Kena, più matura e navigata, alle prese con un viaggio verso la misteriosa isola di Kosmora, un crogiolo di culture diverse sepolte da un tragico passato. La tensione drammatica, in questo caso, è sottolineata da un evento scioccante: l'incontro con uno spirito potentissimo frantuma il suo bastone, che per una guida spirituale non è solo uno strumento di comunicazione con l'aldilà ma la sua stessa essenza, ciò che la tiene in vita -6-9.
E non è finita, perché il ritorno di serie amatissime è stato un altro pilastro della serata. Se Konami ha riacceso i riflettori su Silent Hill e Castlevania, con nuovi capitoli e raccolte, Santa Monica Studio ha stupito i fan annunciando non solo un God of War Trilogy Remake in fase di sviluppo, ma rilasciando a sorpresa God of War: Sons of Sparta, un prequel in 2D in stile pixel-art che segue le vicende di un giovane Kratos e di suo fratello Deimos -3. Un'abbuffata di contenuti, quella andata in scena, che ha gettato le basi per i mesi a venire, tra conferme e sorprese, lasciando ai giocatori il compito di districarsi in un'offerta sempre più ricca e, talvolta, forse persino ridondante. Ma questa è un'altra storia.




