Enel, accordo da un miliardo di dollari per acquisire impianti eolici e solari negli Stati Uniti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il gruppo Enel, attraverso le sue interamente controllate Enel Green Power North America ed EGPNA Project Holdco 2, ha perfezionato la firma di accordi vincolanti con Excelsior Energy Capital per rilevare un portafoglio di impianti dedicati alle fonti rinnovabili operanti sul territorio statunitense. L'operazione, il cui corrispettivo economico è stato fissato intorno a un miliardo di dollari, equivalenti a circa 850 milioni di euro al cambio corrente, riguarda asset per una capacità installata complessiva che raggiunge quota 830 megawatt, ai quali si aggiunge una produzione attesa media annua stimata in circa 2,1 terawattora. La transazione, soggetta agli aggiustamenti post-closing usuali per simili negoziazioni, verrà finanziata attingendo ai flussi di cassa generati dalla gestione ordinaria del gruppo, senza pertanto ricorrere a nuovo indebitamento -1-2.

Un portafoglio di asset strategici per il rinnovabile

Il pacchetto di impianti oggetto della compravendita, che comprende sia parchi eolici sia impianti solari fotovoltaici, rappresenta un tassello significativo nella strategia di crescita del colosso energetico italiano nel mercato nordamericano. Si tratta di impianti già in esercizio, una tipologia di acquisizione definita “brownfield” nel gergo del settore, che consentirà a Enel di incrementare immediatamente la propria capacità produttiva da fonti pulite senza dover attendere i tempi tecnici necessari per la realizzazione di nuove infrastrutture. Il valore complessivo dell’impresa (enterprise value) riferito al cento per cento del portafoglio è stato quantificato in circa 1,3 miliardi di dollari, un dato che offre una misura più completa della consistenza patrimoniale degli asset oggetto della transazione -1-4.

Impatto finanziario atteso sui conti del gruppo

Una volta portata a compimento, l'acquisizione è destinata a tradursi in un contribuito positivo e strutturale ai risultati economici di Enel. Le proiezioni fornite dalla società indicano che, a regime, l'effetto netto positivo sull'Ebitda ordinario consolidato si attesterà intorno ai 145 milioni di dollari annui, cifra che corrisponde a circa 125 milioni di euro applicando il tasso di cambio di riferimento. Questo incremento della redditività operativa, come specificato nella nota diffusa dal gruppo, deriverà dalla piena operatività degli impianti acquisiti, che andranno così a integrare e potenziare il parco generativo già esistente. L'operazione permetterà inoltre a Enel di avvicinarsi ulteriormente all'obiettivo di raggiungere, nell'intera regione nordamericana, una capacità installata complessiva proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili pari a circa 13 gigawatt, considerando il contributo combinato di eolico, solare e dei sistemi di accumulo -2-4.

Tempistiche e condizioni per il closing

Il perfezionamento definitivo dell'operazione, il cosiddetto closing, è stato calendarizzato per il terzo trimestre del 2026, anche se la sua effettiva conclusione rimane subordinata al verificarsi di alcune condizioni sospensive. Tra queste, rivestono un ruolo cruciale le autorizzazioni previste dalle normative statunitensi applicabili, il cui rilascio rappresenta un passaggio imprescindibile per procedere con il trasferimento definitivo della proprietà degli asset. L'intera iniziativa si inserisce coerentemente nel quadro strategico delineato da Enel, che punta a espandere la propria capacità di generazione da fonti rinnovabili privilegiando proprio l'acquisizione di impianti già operativi in paesi considerati prioritari, i cosiddetti “Paesi Tier 1”, tra cui gli Stati Uniti d'America occupano indubbiamente una posizione di primo piano -1-6.

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