Matteo Betteto, il sopravvissuto di Cormons: "Sono vivo per miracolo"

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   “Un incubo che ha preso forma nella realtà”, così Matteo Betteto, dall’ospedale, descrive la frana che si è abbattuta su un gruppetto di case a Brazzano, frazione di Cormons, in provincia di Gorizia, un evento dal quale lui è uscito miracolosamente vivo mentre altre due persone, con le quali si trovava, hanno perso la vita. La colata di fango e detriti, staccatasi a causa delle intense piogge, lo ha sbalzato a diversi metri di distanza, un fatto che gli ha permesso di salvarsi mentre gli altri, il trentaduenne Quirin Kunhert e l’ottantatreenne Guerrina Skocaj, rimanevano sepolti sotto il peso delle macerie. I soccorsi, giunti tempestivamente sul posto, hanno purtroppo recuperato i corpi senza vita di entrambi, confermando il tragico bilancio di un episodio che ha sconvolto la quieta località.

La dinamica della tragedia

Quel che è accaduto a Brazzano, secondo la ricostruzione fornita dai soccorritori, non è stato un singolo e improvviso evento, bensì una sequenza tragica e inarrestabile. L’ispettore dei Vigili del Fuoco Roberto Minore ha spiegato come “ci sia stato un primo crollo, la frana è arrivata con due ondate”, una prima che “ha messo in crisi le case”, al punto che la signora Skocaj non riusciva più a mettersi in salvo. A quel punto, sono accorsi in suo aiuto i due giovani, Kunhert e lo stesso Betteto, in un tentativo di soccorso che si è trasformato in una trappola mortale quando “è arrivata la seconda ondata che ha distrutto tutto”. È in questa fase che la forza della natura ha mostrato tutta la sua violenza, trascinando via tutto ciò che incontrava e lasciando solo uno dei tre, il giovane Betteto appunto, in condizioni di salvarsi.

Le voci dei sopravvissuti

Oltre a Matteo Betteto, un’altra voce si è levata a raccontare i terribili momenti del crollo: quella di Daniela Cecchin, la quale si è salvata per un intervento tempestivo. Sono stati infatti i suoi vicini, Quirin Kunhert e Matteo Betteto, a urlarle di uscire immediatamente dalla sua abitazione, un avvertimento gridato poco prima che la colata di fango e detriti travolgesse completamente l’edificio. “È venuto giù tutto, è stato un attimo”, ha dichiarato la donna, la quale ha aggiunto di aver “visto il fango entrare dalle finestre” e di essere uscita di casa indossando solo il pigiama, perdendo in un istante ogni suo avere. La sua testimonianza getta ulteriore luce sul carattere fulmineo dell’evento e sull’eroismo di chi, come Kunhert, ha perso la vita nel tentativo di aiutare gli altri.

Il lavoro dei soccorritori

Sul posto, non appena le condizioni meteorologiche lo hanno permesso, sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco, i quali hanno condotto le operazioni di ricerca e recupero in uno scenario reso estremamente complesso dalla morfologia del territorio e dalla presenza di detriti. Il loro lavoro, meticoloso e incessante, ha portato dapprima al ritrovamento del Corpo del giovane originario della Baviera, Quirin Kunhert, e in seguito a quello di Guerrina Skocaj, l’anziana dispersa dopo il crollo della sua abitazione. Le autorità hanno potuto infine confermare che, dopo questi ritrovamenti, non risultavano altri dispersi, chiudendo così la fase più critica dell’emergenza e lasciando spazio alla constatazione di un bilancio, per quanto tragico, definitivo.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.