Cormons piange Guerrina e Quirin, uniti nella tragedia della frana
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Redazione Interno
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Un silenzio carico di dolore, interrotto solo dal suono delle campane, ha avvolto il duomo di Cormons mentre le bare di Guerrina Skocaj e Quirin Kuhnert venivano accompagnate all’esterno. La chiesa, stracolma in ogni suo angolo, ha raccolto sabato pomeriggio l’estremo saluto delle due vittime della frana che, in una tragica alba di novembre, si è abbattuta sul cuore antico di Brazzano spazzando via diverse abitazioni. La cerimonia, celebrata da don Stefano Goina, ha visto una partecipazione non solo popolare ma anche istituzionale, con la presenza, tra gli altri, del presidente della Regione Massimiliano Fedriga, dell’assessore Riccardo Riccardi e del prefetto Ester Fedullo, a testimonianza di una ferita collettiva che ha travalicato i confini del piccolo borgo. Molti, tra quanti erano assiepati in piazza, hanno asciugato lacrime durante la liturgia, ricordando due esistenze spezzate da un evento improvviso e violento.
Una doppia perdita per il borgo
La tragedia, che ha privato Brazzano di due dei suoi abitanti, ha legato per sempre i destini di Guerrina, ottantatreenne, e di Quirin, di soli trentadue anni, vicini di casa legati da affetto e dalla comune sorte. L’evento tellurico, verificatosi nelle prime ore del 17 novembre, ha travolto con furia inaudita le loro case, mentre il giovane, insieme a un altro uomo di nome Matteo, tentava un disperato e coraggioso soccorso alla donna anziana. Quel gesto di eroismo, che costò la vita a entrambi mentre il terzo uomo riusciva miracolosamente a salvarsi, è stato al centro della commozione durante le esequie. L’immagine di mamma Beatrice che, in un gesto di infinito amore materno, tocca per l’ultima volta la bara del figlio, ha simboleggiato il costo umano di una catastrofe che ha lasciato un segno indelebile.
Il percorso verso le esequie
Il via libera per lo svolgimento dei funerali era giunto solamente dopo che la Procura della Repubblica di Gorizia aveva completato le indagini necessarie, inclusi gli accertamenti autoptici, sulle dinamiche della frana e sulle cause dei decessi. La camera ardente, allestita nella stessa cattedrale a partire dalle dieci del mattino, aveva permesso a un lungo e ininterrotto corteo di amici, conoscenti e semplici cittadini di rendere omaggio ai due defunti, in una veglia silenziosa che ha preceduto il rito pomeridiano. La decisione di celebrare un funerale congiunto, fortemente voluta dalle famiglie, ha sottolineato pubblicamente il legame che univa le due vittime e ha offerto alla collettività un unico momento di raccoglimento per elaborare un lutto così grave e duplice.
L’inchiesta e le responsabilità
Mentre Cormons dava l’addio a Quirin e Guerrina, le indagini coordinate dalla magistratura goriziana proseguono per accertare le possibili responsabilità, dirette o indirette, che possano aver contribuito al verificarsi del dissesto idrogeologico. Gli investigatori, supportati da periti tecnici, stanno esaminando con scrupolo le condizioni della collina soprastante l’abitato, la storia dei movimenti del terreno nell’area e la conformazione degli edifici colpiti, alla ricerca di elementi che possano ricostruire la concatenazione degli eventi. L’attenzione si concentra, inevitabilmente, sulla valutazione della stabilità del versante e su eventuali negligenze nella manutenzione o nella gestione del territorio, in un processo che mira a fare piena luce sulla dinamica della sciagura.




