Frana a Cormons, la procura indaga per disastro colposo e omicidio
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Redazione Interno
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La notte tra domenica e lunedì una colata di fango e detriti, staccatasi dal soprastante versante collinare, ha travolto con violenza inaudita tre abitazioni nella frazione di Brazzano, a Cormons, causando la morte di due persone e il ferimento di una terza. La dinamica dell'evento, che si è consumato sotto una pioggia battente, ha lasciato poco spazio alla reazione, sepolendo vite e speranze in pochi, drammatici istanti. La Procura di Gorizia, come rende noto il procuratore Massimo De Bortoli, ha pertanto avviato un procedimento penale contro ignoti, nel quale si ipotizzano i reati di omicidio colposo plurimo, disastro colposo e frana colposa, al fine di accertare eventuali responsabilità, dirette o indirette, che possano aver contribuito a determinare la tragedia.
Le vittime e il gesto estremo
Le vittime, identificate nell'83enne Guerrina Skocaj e nel 32enne Quirin Kuhnert, sono state travolte mentre la frana spazzava via una vecchia casa di tre piani e l'abitazione adiacente. La ricostruzione dei momenti precedenti al crollo lascia intendere un gesto di estremo coraggio da parte del più giovane, il quale, consapevole del pericolo imminente, avrebbe tentato di portare in salvo l'anziana vicina, in un estremo tentativo di solidarietà umana che li ha visti poi accomunati dal medesimo, tragico destino. Sulle loro salme, come specificato dalla magistratura, verrà disposta l'autopsia, un passaggio necessario per definire con precisione le cause del decesso.
La fragilità del territorio e l'analisi tecnica
L'evento calamitoso si inserisce in un contesto geomorfologico notoriamente complesso, che i geologi conoscono bene. "Il materiale di queste colline", spiega infatti il geologo Paolo Paronuzzi, "è detto 'flysch': una formazione che indica una predisposizione intrinseca al franamento". Questo tipo di roccia, caratterizzata da una stratificazione sottile e da una composizione che alterna livelli più e meno permeabili, risulta particolarmente sensibile all'azione erosiva e di infiltrazione delle acque meteoriche. L'intensità delle precipitazioni che hanno colpito il settore italiano del Collio, un'area collinare che da Gorizia si estende verso nord-ovest, ha rappresentato l'elemento scatenante, "la goccia che ha fatto traboccare il vaso" in un equilibrio già di per sé precario.
La macchina dei soccorsi e la solidarietà
Mentre le indagini della procura proseguono per fare luce sulle responsabilità, nei comuni di Cormons, Romans d’Isonzo e Dolegna del Collio si cerca faticosamente di tornare a una parvenza di normalità. Centinaia di persone sono state costrette a lasciare le proprie abitazioni, trovando accoglienza in strutture temporanee o presso parenti, in attesa di poter valutare la stabilità degli edifici e la possibilità di un rientro. Da più parti, intanto, giungono messaggi di sostegno, come quello espresso dall'Anci regionale che, attraverso il suo presidente, ha sottolineato come dai comuni di tutta Italia stia giungendo un "abbraccio collettivo" ideale, destinato alle persone colpite e ai sindaci dei territori piegati dall'ondata di maltempo.




