Eco-ansia, quando la paura per il clima diventa un problema di salute: cosa dice lo studio su 76 mila persone

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Ansia, paura, rabbia, senso di impotenza. Il cambiamento climatico non ha effetti soltanto sull'ambiente e sulla salute fisica, ma le sue conseguenze entrano sempre più nel campo della salute mentale. Una meta-analisi pubblicata nel 2026 sul Journal of Environmental Psychology ha preso in esame 41 studi, 124 associazioni e complessivamente 76.749 partecipanti, cercando di fare chiarezza su un fenomeno in rapida crescita come l'eco-ansia.

I numeri di un fenomeno in crescita

A livello globale, la preoccupazione per il clima è sempre più diffusa: a Ginevra, per esempio, uno studio condotto su 3.136 adulti ha classificato il 76% dei partecipanti come 'allarmati' o 'preoccupati' dal cambiamento climatico, una percentuale ben più alta rispetto ad altre rilevazioni nazionali. Il fenomeno è stato analizzato anche in Italia, dove un'indagine su 1.051 persone ha mostrato come l'eco-ansia sia più elevata tra i giovani, le donne e gli individui senza figli.

La ricerca ha inoltre evidenziato che chi è stato esposto a eventi estremi come alluvioni, incendi o siccità riporta livelli maggiori di disagio emotivo legato al clima.

Quando la preoccupazione diventa patologica

La comunità scientifica è concorde nel ritenere che l'eco-ansia non debba essere automaticamente patologizzata: si tratta di una risposta comprensibile di fronte a una minaccia reale. Tuttavia, la stessa ricerca italiana ha riscontrato una forte correlazione tra il disagio climatico e il disagio psicologico generale (con un coefficiente di 0,57), segnalando come la paura per il futuro del pianeta possa intrecciarsi con altri disturbi come depressione e ansia. Lo studio di Ginevra ha confermato che i sintomi ansiosi sono associati in modo significativo alla preoccupazione per il clima.

Ma provare ansia per il clima significa necessariamente stare male? La risposta che arriva dalla ricerca scientifica è più complessa: il confine tra una preoccupazione funzionale, che può spingere all'azione, e un disagio invalidante che paralizza è ancora oggetto di studio.

L'impatto del caldo estremo sulla salute mentale

La crisi climatica non agisce solo attraverso la paura del futuro, ma anche con effetti diretti e immediati. Le ondate di caldo estremo mettono a dura prova non solamente il fisico, ma anche la mente, come ha spiegato David Lazzari, presidente di Benèpsys, l'Osservatorio benessere psicologico e salute. Il corpo umano deve mantenere una temperatura interna entro limiti stringenti, e per farlo, durante le potenti ondate di calore, deve aumentare il lavoro di termoregolazione.

Questo sforzo comporta un consumo di risorse che si ripercuote a livello psicologico: dormire peggio, sudare, sentirsi continuamente affaticati significa consumare risorse senza riuscire a ricostituirle adeguatamente, lasciando meno margine per gestire le altre sollecitazioni quotidiane.

Un fenomeno che si riflette anche sui numeri dei pronto soccorso: in Liguria, e in particolare nell'area savonese, gli accessi legati al disagio psichico sono aumentati del 20% in tre anni, un dato che emerge con forza durante i periodi di caldo estremo e che testimonia come lo stress da caldo stia diventando un'emergenza sanitaria a tutti gli effetti.

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