Vittorio Lingiardi: «L’emergenza climatica per la mente è come un lutto»
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Redazione Salute
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«Ansia, paura, sfiducia nel futuro. L'emergenza climatica per la mente può assumere i contorni di un lutto». A spiegarlo è lo psichiatra Vittorio Lingiardi, che in un'intervista ha analizzato gli effetti che il cambiamento climatico e l'aumento delle temperature possono avere sulla salute mentale. «Si acuiscono paura, ansia e impotenza, e il linguaggio specialistico si sta arricchendo di termini come ecoansia, lutto ecologico, solastalgia, che è il dolore emotivo causato dal degrado del proprio ambiente di vita».
Un lutto per il proprio ambiente
La solastalgia, concetto sviluppato per dare maggiore significato alla sofferenza indotta dall'ambiente, descrive il disagio prodotto dal cambiamento ambientale mentre le persone sono ancora direttamente connesse al loro ambiente domestico. A differenza della nostalgia, che è la malinconia provata quando ci si separa da una casa amata, la solastalgia è il dolore che si manifesta quando si assiste al degrado del luogo in cui si vive.
Questo sentimento, che si accompagna a un senso di impotenza per l'incapacità di controllare il processo in atto, è uno dei temi affrontati da Lingiardi nel libro curato con Isabella Saggio "One Health", basato sulla stretta connessione tra salute umana, animale e benessere dell'ambiente.
La ricerca sul caldo e il cervello
Quella sensazione di avere la testa «più lenta» quando la stanza diventa rovente potrebbe non essere soltanto un'impressione. Uno studio pubblicato su Scientific Reports ha sottoposto 36 studenti universitari sani a nove diverse combinazioni ambientali, ottenute incrociando tre temperature — 22, 35 e 40 °C — con tre temperature di colore della luce LED: 3000, 4000 e 6000 kelvin. Le ricerche indicano che le ondate di calore estremo riducono le capacità cognitive dal 10% al 15%, compromettendo attenzione, tempi di reazione, pazienza, lucidità e memoria.
Il caldo provoca una dilatazione dei vasi sanguigni, di conseguenza al cervello arriva meno sangue e quindi meno ossigeno, e si innesca una risposta fisiologica che consuma molta energia generando stanchezza.
Lo stress da caldo secondo gli esperti
Lo stress da caldo «mette a dura prova sia il fisico che la mente», una situazione che quest'anno è particolarmente difficile a causa dell'afa protratta per settimane, come ha spiegato David Lazzari, presidente di Benèpsys, l'Osservatorio benessere psicologico e salute. «Il caldo intenso è di per sé uno 'stressor' (fattore di stress)», ha dichiarato Lazzari, sottolineando come l'eccesso di calore influisca sull'umore perché gli esseri umani sono strettamente connessi con l'ambiente e avvertono il caldo come una minaccia per il corpo.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha evidenziato che il cambiamento climatico rappresenta una minaccia crescente per la salute mentale e il benessere psicosociale, con impatti che vanno dallo stress emotivo all'ansia, depressione, dolore e comportamento suicida.
Secondo i dati raccolti in un'indagine italiana promossa da Greenpeace Italia e ReCommon, il 41% dei giovani tra i 18 e i 35 anni associa il cambiamento climatico all'ansia per il futuro, il 19% a rabbia e frustrazione e il 16% a impotenza e rassegnazione; per il 44% l'ansia generata dal cambiamento climatico ha un effetto negativo sul benessere psicologico nella vita di tutti i giorni.
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