Caldo e salute mentale, i rischi per la psiche: "Ansia e isolamento come durante il lockdown"

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Le ondate di calore che stanno interessando l'Italia non rappresentano soltanto una minaccia per la salute fisica, ma mettono a dura prova anche il benessere psicologico delle persone. Quando le temperature diventano estreme, il nostro organismo è costretto a compiere uno sforzo maggiore per adattarsi e questo può tradursi in conseguenze significative sulla salute mentale, con un aumento di ansia, stress e disturbi dell'umore che in alcuni casi possono assumere i contorni di un vero e proprio lutto ecologico.

Gli esperti lanciano l'allarme sugli effetti che il caldo prolungato può avere sulla psiche, specialmente nei soggetti più vulnerabili.

Il caldo come amplificatore del disagio psicologico

Le alte temperature agiscono come un fattore di stress che modifica profondamente le nostre abitudini quotidiane. Alessandra Bondi, psicologa e psicoterapeuta, spiega che il caldo costringe a uscire meno, rimandare gli appuntamenti ed evitare alcune attività, aumentando il senso di limitazione e favorendo l'insorgere di pensieri intrusivi e negativi.

La situazione diventa ancora più critica per chi già soffre di disturbi d'ansia, attacchi di panico o depressione: il caldo non provoca automaticamente un nuovo disturbo, ma può peggiorare significativamente i sintomi già presenti. Quando le risorse fisiche e psicologiche vengono ridotte dallo stress termico, anche una persona abituata a gestire l'ansia può trovare maggiori difficoltà nel farlo.

Il paragone con il lockdown e il rischio di ritiro sociale

Uno degli aspetti più preoccupanti evidenziati dagli specialisti riguarda l'isolamento sociale che il caldo estremo può determinare. Con temperature che sfiorano i 40 gradi, le occasioni di incontro diminuiscono drasticamente e si tende a uscire soltanto nelle fasce orarie meno calde. Come osserva la Bondi, "per certi versi sembra quasi un lockdown": una condizione che, se protratta nel tempo, può alimentare ulteriormente ansia e disagio, favorendo quel ritiro sociale che rappresenta un campanello d'allarme da non sottovalutare.

I segnali che devono mettere in allarme sono un progressivo isolamento, l'aumento marcato dell'ansia, degli attacchi di panico o dei pensieri intrusivi e la difficoltà a svolgere le normali attività quotidiane.

L'ecoansia e la solastalgia: quando il clima pesa sulla mente

Il cambiamento climatico e l'aumento delle temperature stanno arricchendo il lessico specialistico di nuovi termini come ecoansia e solastalgia. Lo psichiatra Vittorio Lingiardi descrive l'emergenza climatica per la mente come un'esperienza che può assumere i contorni di un lutto, acuendo paura, ansia e impotenza. L'ecoansia si configura come uno stato psicologico proiettato verso il futuro, una sorta di lutto anticipatorio per la potenziale perdita di ambienti naturali ed ecosistemi.

La solastalgia, invece, rappresenta il dolore emotivo causato dal degrado del proprio ambiente di vita, quella ferita che si prova quando il territorio che si abita si trasforma in modo traumatico e irriconoscibile sotto i propri occhi, come accade a chi assiste alla desertificazione o alle conseguenze devastanti di un'alluvione. Lingiardi affronta questi temi nel volume "One Health. Pensare le emergenze del pianeta", da lui curato con Isabella Saggio, che esplora la stretta connessione tra la salute umana, quella animale e il benessere dell'ecosistema.

Effetti sulla qualità del sonno e rischi per le fasce più giovani

Le notti insonni o il sonno disturbato dal caldo rappresentano uno dei problemi principali con pesanti ricadute sulla salute mentale. Dormire poco rende più irritabili, più stanchi e meno capaci di regolare le emozioni, aumentando la vulnerabilità allo stress dopo diversi giorni consecutivi di temperature elevate.

Particolarmente esposti sono gli adolescenti che restano in città e non hanno la possibilità di andare in vacanza: rischiano di trascorrere ancora più tempo al cellulare perché vengono meno le occasioni di incontro, con lo smartphone che rischia di diventare l'unico spazio di socialità.

La parola chiave per proteggersi, secondo gli esperti, è l'adattamento: modificare i ritmi, proteggere il sonno, mantenere le relazioni scegliendo momenti più favorevoli e non pretendere da sé stessi le stesse prestazioni di sempre, consapevoli che il caldo rappresenta un fattore di rischio per stress e ansia che va gestito con attenzione.

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