Salute mentale, in Italia cresce il peso di ansia e depressione
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Redazione Interno
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Gli italiani, come gran parte degli europei, portano sulle spalle un fardello di stanchezza e disagio psicologico che le istituzioni sanitarie segnalano come sempre più gravoso. I dati, diffusi in occasione della Giornata mondiale della salute mentale, dipingono un quadro di malessere diffuso, il cui aumento appare proporzionale alle difficoltà economiche e a un sentimento di solitudine che si fa cronico, mentre l’offerta di cure rimane inadeguata a fronteggiare una domanda in costante ascesa. Oltre il sei per cento degli adulti in Italia, una cifra che sale a circa il nove per cento tra gli over 65, manifesta sintomi depressivi ricorrenti, i quali compromettono il benessere psicologico per più della metà dei giorni di ogni mese, erodendo la qualità della vita in maniera silenziosa ma profonda.
Il disagio tra i banchi di scuola
La sofferenza, però, non risparmia affatto le generazioni più giovani, anzi, trova un terreno fertile proprio nell’adolescenza: stando alle rilevazioni, quasi un italiano su quattro convive con un disturbo mentale, una condizione che, per la metà dei casi, insorge prima del quindicesimo anno di età e che nell’ottanta per cento delle situazioni si manifesta entro i diciotto anni. Un dato emblematico è quello che riguarda la scuola, dove il 46,2% degli studenti prova ansia semplicemente entrando in classe, un segnale di un malessere che affonda le radici nelle pressioni sociali e performative. In Europa, la situazione non è migliore, visto che oltre il venti per cento dei giovani tra i quindici e i ventinove anni presenta sintomi riconducibili all’ansia o alla depressione; a ciò si aggiunge che il trentasette per cento degli adolescenti europei si sente sotto pressione costante per ottenere risultati scolastici eccellenti, un fattore che contribuisce a spiegare perché, in Italia, più di sessantamila studenti tra gli undici e i diciassette anni mostrino tendenze all’isolamento sociale.
Il quadro globale e il costo sociale
Il fenomeno, del resto, ha una portata mondiale, come evidenziano due rapporti pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i quali collocano i disturbi mentali come la seconda causa di disabilità a lungo termine a livello globale. Queste condizioni, che rappresentano una delle principali voci di perdita di anni di vita in buona salute, generano costi elevatissimi, sia diretti – legati alle cure – sia indiretti, derivanti dalla produttività persa e dalla necessità di interventi di sostegno sociale, i quali pesano notevolmente sui sistemi pubblici.
Le richieste d'aiuto che non si fermano
A testimoniare l’entità di questo sommerso di sofferenza giungono le cifre delle organizzazioni di supporto, come Telefono Amico Italia, che da quasi sessant’anni offre ascolto in forma anonima. L’organizzazione, nell’ultimo anno, ha gestito complessivamente circa centodiecimila richieste d’aiuto, un fiume in piena che si traduce in trecento contatti al giorno. La maggior parte di queste richieste, quasi novantacinquemila, è arrivata attraverso la linea telefonica tradizionale, mentre tredicimila sono pervenute via WhatsApp e altre tremila via e-mail, a dimostrazione di come il bisogno di un conforto, seppur a distanza, continui a crescere senza trovare adeguati argini.




