Bagnoli, in centinaia al corteo contro i lavori per l'America's Cup: in strada anche gli sfollati del bradisismo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un lungo corteo ha attraversato nella mattinata di sabato 26 settembre le strade tra Dazio e Coroglio, nel quartiere occidentale di Napoli, per contestare le modalità con cui sono in corso i lavori legati all'America's Cup nell'area dell'ex Italsider e nel tratto di mare antistante. Almeno alcune centinaia di persone hanno preso parte alla manifestazione, partita dalla zona del Dazio e diretta verso il cantiere che ospiterà il villaggio dei team in vista della competizione velica in programma nel 2027.

Le ragioni della protesta

I manifestanti denunciano le modalità di svolgimento dei dragaggi a mare, il mantenimento della colmata e i ripetuti sforamenti nel livello delle polveri sottili registrati nell'area. Secondo i promotori, la Coppa America rappresenta un esempio di grande evento che nulla lascia al territorio e ha fornito il pretesto per indirizzare i lavori a Bagnoli «in una direzione opposta a quella della vera bonifica».

La contestazione non riguarda dunque soltanto l'evento sportivo in sé, ma il modo in cui le opere propedeutiche alla competizione si stanno innestando su un territorio da decenni in attesa di risanamento ambientale.

Lo striscione in testa al corteo

«Noi senza casa tra polveri e veleni, voi fate festa con i conti pieni. L'area flegrea si ribella»: è il messaggio scritto sullo striscione posizionato in testa al corteo, che si è mosso dopo un presidio davanti a uno degli ingressi della Colmata, l'area che ora ospita gli hangar della Coppa America. Nel pomeriggio la protesta si è spostata davanti al cantiere di Bagnoli, presidiato dalle forze dell'ordine.

La voce degli sfollati

Alla manifestazione ha preso parte anche una rappresentanza degli sfollati di Pozzuoli colpiti dal bradisismo, che hanno voluto portare la propria voce accanto a quella dei residenti di Bagnoli. In piazza Bagnoli i manifestanti hanno chiesto la confisca, per gli sfollati, del nuovo studentato che dovrebbe essere inaugurato tra qualche settimana e che è stato realizzato in un ex edificio termale. La compresenza delle due emergenze, quella ambientale e quella abitativa, ha caratterizzato l'intera giornata di mobilitazione.

Il quadro dei lavori e le opere in corso

I lavori nell'area di Bagnoli-Coroglio sono disciplinati da una serie di decreti commissariali che si sono susseguiti a partire dal dicembre 2025, quando è stato disposto l'avvio d'urgenza delle opere a mare, comprensive di scogliere perimetrali, dragaggi e gestione dei sedimenti. Nel luglio 2026 la Conferenza di Servizi ha poi approvato i progetti relativi alle opere a mare, agli impianti tecnologici del secondo stralcio delle opere a terra e agli interventi sul Pontile Nord e sul Lido Pola.

Si tratta di un programma infrastrutturale complesso, che il commissariato per Bagnoli ha più volte illustrato come funzionale tanto allo svolgimento dell'evento velico quanto alla futura restituzione dell'area alla città.

Le richieste dei comitati

La Rete No America's Cup e le altre realtà territoriali che hanno promosso il corteo chiedono lo stop dei lavori collegati all'evento, maggiore trasparenza sull'utilizzo delle risorse pubbliche e una bonifica che abbia come obiettivo principale la restituzione del territorio, non soltanto lo svolgimento della competizione. Tra le preoccupazioni espresse c'è quella legata ai dragaggi e all'utilizzo di benne che, secondo i manifestanti, non sarebbero a tenuta stagna e rischierebbero di inquinare ulteriormente il mare.

La permanenza della colmata, sostengono ancora, rappresenta un ostacolo alla realizzazione di una grande spiaggia libera nell'area dell'ex stabilimento siderurgico.

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