Attacco russo a Zaporizhzhia, colpito un terminal commerciale: otto feriti. E a Kiev i rottami di un drone cadono su piazza Maidan

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
ESTERI Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il lunedì segna un’altra escalation nel conflitto ucraino, con le forze di Mosca che hanno concentrato i loro sforzi su diverse aree del Paese, causando vittime e ingenti danni a infrastrutture civili. A Zaporizhzhia, città che si trova ormai da mesi sulla linea del fronte, un attacco con droni avvenuto nella giornata di ieri, 16 marzo, ha provocato la morte di una donna e il ferimento di altre tre persone, come confermato dal Servizio statale di emergenza ucraino. Un ordigno, secondo le prime ricostruzioni, ha completamente distrutto un’abitazione privata, un edificio a un piano, e le fiamme divampate hanno danneggiato anche le case limitrofe. I soccorritori, intervenuti sul posto per domare l’incendio e mettere in sicurezza l’area, hanno lavorato a lungo tra le macerie, riuscendo a estrarre vive una ragazza di appena 15 anni e una donna di 37, che sono state immediatamente affidate ai sanitari. Agli otto residenti che hanno assistito alla scena o che sono stati sgomberati dalle zone limitrofe è stato necessario offrire un supporto psicologico.

Nella stessa regione, ma in un episodio distinto, la macchina bellica russa ha preso di mira anche obiettivi commerciali e logistici. Il capo dell’amministrazione militare regionale, Ivan Fedorov, ha denunciato un nuovo attacco che questa volta ha danneggiato gravemente un terminal della Nova Poshta, il più grande operatore di consegne private del Paese. L’impatto, avvenuto in orario di lavoro, ha causato il ferimento di otto persone, tutte dipendenti della struttura; alcuni di loro hanno riportato una commozione cerebrale, mentre le condizioni di altri sono state giudicate di media gravità dai medici che li hanno presi in cura. La compagnia, attraverso una nota ufficiale, ha fatto sapere di aver immediatamente riorganizzato la propria logistica, attivando capacità di riserva per garantire la continuità delle consegne nonostante la distruzione del terminal. In questo quadro di pressione costante, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è tornato a parlare della necessità di non allentare la tensione su Mosca, ribadendo un concetto che gli è caro: la Russia, ha spiegato in un video diffuso nella giornata di ieri, ragiona solo in base al rapporto di forza e, se percepisce il timore dell’avversario, si dimostra disposta a rigare dritto. Al contrario, ogni cedimento nella pressione viene interpretato dal Cremlino come un lasciapassare per proseguire nella guerra.

La sfida nei cieli di Kiev e i rottami su piazza Maidan

Mentre a Zaporizhzhia si contavano i feriti e si spegnevano gli incendi, la capitale ucraina viveva mattine di duplice dimensione, con la vita che scorreva nelle strade e la morte che pioveva dall’alto. Il cielo chiaro di Kiev è stato solcato dai lampi della difesa aerea, impegnata a contrastare un attacco di droni russi giudicato insolito dalle autorità locali non tanto per l’intensità quanto per l’orario: è avvenuto in pieno giorno, nel cuore del traffico mattutino, mentre i pendolari affollavano la metropolitana. I frammenti di un velivolo senza pilota, intercettato e abbattuto dai sistemi anti-aerei, sono precipitati in una delle zone più simboliche e sensibili della città, a due passi da piazza Maidan, l’epicentro storico delle rivolte che portarono alla caduta del governo filorusso. I rottami, anneriti e fumanti, sono finiti nei pressi del Monumento all’Indipendenza, senza per fortuna causare vittime o feriti tra i passanti, come ha prontamente specificato il sindaco Vitali Klitschko. La scelta di colpire in quella fascia oraria, e in un luogo dal valore identitario così forte, appare ai più come un messaggio preciso, un monito lanciato alla popolazione civile e al governo di Kiev.

Un bilancio di sangue e macerie tra le città ucraine

Le conseguenze delle ultime 24 ore di ostilità, come spesso accade in questa fase del conflitto, si misurano in vite spezzate e in edifici ridotti a cumuli di detriti. Oltre alla donna uccisa nell’attacco alla casa privata, le autorità hanno registrato numerosi feriti in diversi centri abitati della regione di Zaporizhzhia, compresi i dipendenti del terminal commerciale. La scelta russa di colpire non solo le linee del fronte ma anche le retrovie, comprese le infrastrutture civili e logistiche, ha l’obiettivo dichiarato di minare la resilienza del Paese e la sua capacità di mantenere in piedi la macchina economica e assistenziale. Il ripetersi di queste incursioni, con l’utilizzo massiccio di droni di varia tipologia, mette a dura prova le difese aeree ucraine e costringe la popolazione a un allarme costante, interrotto solo per brevi e incerti momenti di tregua. Le operazioni di soccorso a Zaporizhzhia, con gli psicologi del Servizio statale di emergenza impegnati ad assistere chi ha perso tutto o ha visto la propria casa danneggiata, raccontano una guerra che non guarda in faccia nessuno, colpendo indistintamente obiettivi militari e civili.

La postura del Cremlino e la risposta di Zelensky

Sul fronte politico, le dichiarazioni di Zelensky rimbombano come un monito rivolto agli alleati occidentali, il cui sostegno, dopo oltre quattro anni di conflitto e con nuove crisi internazionali all’orizzonte, rischia di affievolirsi o di distrarsi. Il presidente ucraino, con una metafora semplice quanto efficace, ha voluto descrivere il modus operandi del nemico: la Russia, a suo dire, interpreta ogni indebolimento della pressione esterna come una propria vittoria, un segnale che la strada intrapresa è quella giusta e che può continuare a macinare territori e vite umane. Di qui l’appello a mantenere alta la guardia, a non cedere alla tentazione di una tregua facile che lascerebbe Mosca nella convinzione di aver fatto centro. La caduta dei droni su Maidan e le macerie dei terminal di Zaporizhzhia diventano così, agli occhi del presidente ucraino, la prova tangibile di come la Federazione Russa, lungi dal cercare una composizione negoziale del conflitto, stia invece moltiplicando i propri sforzi bellici, adattando le proprie tattiche per colpire più a fondo e con maggiore frequenza, cercando di fiaccare la resistenza della popolazione e delle istituzioni.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.