Cortei del 30 ottobre, Piantedosi: «Allarmi ci sono, ma nulla di nuovo»
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Redazione Interno
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Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato che gli allarmi sui cortei del 30 ottobre esistono, ma non si discostano da quelli già gestiti finora. Lo ha detto arrivando all'Auditorium per le celebrazioni del 35esimo anniversario della Dia, quando i giornalisti lo hanno interpellato sulle manifestazioni previste per venerdì in diverse città italiane.
Le parole del ministro sulle piazze
«Gli allarmi ci sono, perché avete visto questo modo di attivazione delle piazze molto insidioso, ma nulla di diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora», ha affermato Piantedosi. Il titolare del Viminale ha così riconosciuto l'attenzione degli apparati di sicurezza verso la modalità con cui le mobilitazioni vengono convocate e fatte crescere, senza però parlare di una minaccia di natura diversa rispetto a quelle affrontate nei mesi scorsi. Il riferimento è alle chiamate in piazza che si diffondono rapidamente e che, per questo, lasciano meno tempo alle questure per valutare numeri e percorsi.
Sul piano operativo, il ministro ha affidato la gestione dell'ordine pubblico alle strutture territoriali: «Confido nella capacità di prefetti, questori e rappresentanti di vertice delle forze di polizia a livello territoriale di saper gestire anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni», ha aggiunto, concludendo con un «quindi vediamo e ci lavoriamo». Sono dunque i prefetti, che presiedono i comitati provinciali per l'ordine e la sicurezza pubblica, e i questori, responsabili dei servizi sul campo, a dover definire dispositivi e percorsi città per città.
Cosa è in programma venerdì 30 ottobre
Per venerdì 30 ottobre sono previsti diversi cortei e uno sciopero nazionale. Le rivendicazioni toccano il carovita, la situazione sanitaria, i trasporti e la scuola, quattro temi che raccolgono sigle e gruppi diversi e che spiegano la presenza di più iniziative distribuite sul territorio nazionale nella stessa giornata. Lo sciopero, essendo di carattere nazionale, può incidere sui servizi pubblici, in particolare sul trasporto, uno degli ambiti citati tra i motivi della protesta.
L'occasione: i 35 anni della Dia
Le dichiarazioni sono state rilasciate a margine di una cerimonia dedicata alla Direzione investigativa antimafia, istituita con decreto del 29 ottobre 1991 sull'impronta delle idee di Giovanni Falcone. La Dia è un organismo interforze, composto da personale di Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, e opera all'interno del Dipartimento della pubblica sicurezza del Ministero dell'Interno. Il suo primo direttore è stato il generale dei Carabinieri Giuseppe Tavormina. Nel 2021, per il trentennale, le celebrazioni erano state aperte il 29 ottobre al Quirinale.
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