Nestlé cede il 50% delle acque minerali a Platinum Equity: nasce Peranel
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Redazione Economia
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Si è concluso, dopo mesi di trattative e indiscrezioni, il lungo dossier sulla riorganizzazione del business delle acque minerali e delle bevande premium di Nestlé. Il colosso alimentare svizzero ha ufficializzato l’accordo con il fondo statunitense Platinum Equity per la cessione del 50% della sua divisione dedicata, un’operazione che porterà alla nascita di una nuova entità denominata Peranel.
La joint venture paritetica, che avrà sede a Parigi e sarà guidata dall’attuale responsabile del business, Muriel Lienau, rappresenta una svolta significativa per un settore che vale miliardi e che include alcuni dei marchi più iconici a livello globale, tra cui S.Pellegrino, Acqua Panna, Source Perrier e Levissima.
I dettagli dell’operazione e il valore della nuova società
L’intesa tra Nestlé e Platinum Equity, che fa capo al miliardario Tom Gores, si basa su un valore d’impresa di 4,9 miliardi di euro; al momento del closing, previsto nel primo semestre del 2027, il gruppo svizzero incasserà circa 3 miliardi di euro. La nuova società, Peranel, riunirà un portafoglio di oltre 30 marchi, distribuiti in 120 Paesi, e includerà non solo le acque minerali naturali ma anche bevande dedicate all’idratazione premium e funzionale.
L’operazione, che segue un lungo periodo di valutazioni da parte di diversi fondi come KKR, PAI Partners e Blackstone, è ora soggetta alle consultazioni con gli organismi di rappresentanza dei lavoratori e alle necessarie autorizzazioni normative.
Una nuova strategia per le acque e le bevande premium
L’obiettivo dichiarato di questa joint venture è quello di creare un operatore indipendente e maggiormente focalizzato sul comparto delle acque e delle bevande premium, concedendo a Peranel una maggiore autonomia negli investimenti, nell’innovazione e nello sviluppo dei marchi rispetto alla tradizionale struttura del gruppo multinazionale. Come ha dichiarato Philipp Navratil, amministratore delegato di Nestlé, la partnership con Platinum Equity consentirà a Peranel di attuare la propria strategia con maggiore agilità.
Per il mercato italiano, la posta in gioco è particolarmente alta: il perimetro della nuova società include quattro stabilimenti produttivi sul territorio nazionale e dà continuità a un'indotto che conta circa 1.500 dipendenti, legati ai marchi S.Pellegrino, Acqua Panna e Levissima. Si tratta di asset strategici che rimarranno al centro di un progetto industriale dedicato, con l'obiettivo di rafforzare la competitività in una categoria in continua evoluzione.
Il contesto e le sfide del settore
L’annuncio di questa operazione arriva in un momento complesso per la divisione acque di Nestlé, che lo scorso anno ha generato ricavi per oltre 3,5 miliardi di franchi svizzeri. Il processo di cessione parziale si inserisce in una più ampia tendenza di riorganizzazione del largo consumo, ma è stato accelerato anche dalle difficoltà incontrate dal gruppo in Francia, dove le vendite di marchi come Perrier hanno subito un calo significativo a seguito di inchieste giudiziarie relative a presunte frodi e contaminazioni ambientali.
La scelta di mantenere una quota del 50% attraverso una joint venture, piuttosto che una dismissione totale, appare quindi come una strategia per condividere il rischio e il peso reputazionale con un partner finanziario, mantenendo al contempo un controllo sul futuro dei propri marchi più prestigiosi. Con la creazione di Peranel, Nestlé e Platinum Equity puntano a dare nuova linfa a un comparto che, nonostante le sfide, resta centrale nel panorama delle bevande globali.
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