Il presepe e l'albero di Natale, nel loro essere "segni di fede e di speranza", devono ispirare una rinnovata domanda di pace e di fraternità.
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Redazione Interno
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Questo è stato il cuore del messaggio di papa Leone, pronunciato nel ricevere in udienza i donatori che hanno reso possibile l’allestimento del presepe nell’Aula Paolo VI e di quello, insieme all’albero, nella piazza San Pietro, luoghi che ogni anno diventano un punto di riferimento visibile per i fedeli e per i visitatori. Il pontefice, dopo aver ricordato la contemplazione di questi simboli nelle case e negli spazi pubblici, ha voluto legare strettamente il loro significato spirituale a una preghiera concreta “per quanti soffrono a causa della guerra e della violenza”, sottolineando come il Natale non possa essere disgiunto da una compassione attiva verso le vittime dei conflitti.
Il simbolismo dinamico della Natività vaticana
Le festività, particolarmente sentite nella capitale data la presenza del centro della cristianità mondiale, vedono nel presepe di piazza San Pietro un simbolo peculiare e carico di significato, che va oltre la tradizionale rappresentazione statica. L’elemento distintivo, quest’anno, è infatti di natura “dinamica”: la figura della Madonna, come ha rivelato la presentazione, è destinata a cambiare volto nella notte di Natale. Questa trasformazione, lungi dall’essere un mero artificio scenico, è concepita per esprimere visibilmente il passaggio dal tempo dell’attesa al momento culminante della nascita, aggiungendo una dimensione di profonda meditazione al percorso di chi osserva.
Silenzio adorante e speranza che permane
Nel corso dell’incontro, papa Leone ha poi approfondito il valore spirituale dei due simboli, attribuendo al presepe la capacità di condurre a un “silenzio adorante” che si configura non come una semplice assenza di parole bensì come un atteggiamento interiore di “meraviglia e stupore”. All’albero, invece, ha associato il concetto di una “speranza che non viene meno”, quasi a volerne sottolineare la resilienza e la perennità nonostante le avversità. Una riflessione che, partendo dai segni tradizionali, ne attualizza il messaggio in un contesto storico dove tali virtù appaiono più che mai necessarie.
L’inaugurazione e il messaggio dell’opera
La tradizionale cerimonia di inaugurazione del presepe e di accensione delle luci sull’abete è fissata per le ore 17, momento che segna l’avvio ufficiale del periodo natalizio in Vaticano. Riguardo alla Natività collocata nell’Aula Paolo VI, realizzata da un’artista costaricana, è stato specificato come l’autrice, attraverso la sua opera, “lancia un appello affinché venga protetta la vita fin dal concepimento”. Un dettaglio che collega l’evento della nascita di Cristo all’invocazione di un rispetto assoluto e inviolabile per ogni esistenza umana nel suo stadio più iniziale e fragile.




