Jasmine Paolini, un tonfo che preoccupa: doppio 6-2 e lacrime a Stoccarda
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Redazione Sport
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La terra battuta, si diceva, doveva essere la sua ancora di salvezza. E invece, per Jasmine Paolini, il primo grande appuntamento europeo sulla “rossa” si è trasformato in un incubo di un’ora e sedici minuti. Al Porsche Tennis Grand Prix di Stoccarda, torneo che un anno fa l’aveva vista protagonista fino alle semifinali, l’azzurra, numero 8 del ranking mondiale e quinta testa di serie del tabellone, ha rimediato una sconfitta pesantissima per mano della turca Zeynep Sonmez, numero 79 WTA e proveniente dalle qualificazioni. Un 6-2, 6-2 che non lascia spazio a interpretazioni: è stata una prestazione scioccante, probabilmente la peggiore della sua stagione, costellata da errori gratuiti – oltre una trentina quelli messi a referto – e da un’evidente fragilità mentale, culminata con le lacrime versate nel corso del secondo set.
Un primo set senza storia, dominato dagli errori dell’azzurra
Il copione della sfida si è scritto nei primissimi game, quando Paolini ha concesso alla sua avversaria una mole impressionante di palle break, salvo poi capitolare dopo una serie di lunghi scambi. La toscana, apparsa subito contratta e fallosa dalla linea di fondo – in particolare con il colpo di rovescio, tradizionalmente il suo punto di forza – non è mai riuscita a trovare il ritmo giusto per impensierire la turca. Sonmez, dal canto suo, ha interpretato la partita alla perfezione: rapida negli spostamenti, aggressiva in risposta, ha letto con lucidità i momenti chiave del match, allungando il vantaggio senza mai concedere il fianco a improbabili rimonte. La sensazione, guardando il punteggio del primo parziale, era che dall’altra parte della rete ci fosse una giocatrice di classifica ben superiore, tanto era netta la differenza di intensità e precisione in campo.
La reazione che non c’è, le lacrime della frustrazione
Se nel primo set la speranza era quella di un risveglio nel secondo, l’avvio della frazione successiva ha spento ogni illusione. Un nuovo break subito in apertura, un gioco di battuta tenuto a fatica e poi di nuovo sotto. È stato proprio in quel momento, probabilmente quando ha preso coscienza della totale impotenza tecnica e tattica, che Jasmine Paolini non ha più trattenuto la frustrazione, lasciandosi andare a un pianto silenzioso in campo. Un’immagine cruda, quella di un’atleta che non riesce più a esprimere il proprio tennis, che ha smarrito la fiducia nei propri mezzi. La presenza nel box di Sara Errani, sua compagna di doppio e punto di riferimento, non è bastata a scuoterla. L’unico dato statisticamente significativo, a conti fatti, è l’incapacità di conquistare un solo break in tutta la partita, a testimonianza di come l’iniziativa sia stata completamente in mano alla turca.
Il dato tecnico che fa riflettere: il peso di un presente opaco
Analizzando i numeri del match, l’analisi diventa impietosa per l’azzurra. Non si tratta solo della sconfitta in sé, ma del modo in cui è maturata. La palla era spesso corta, priva del consueto carico di topspin che solitamente costringe le avversarie a giocare sulla linea di fondo; gli spostamenti laterali apparivano lenti e, cosa ancora più grave, Paolini non ha mai trovato una soluzione tattica alternativa per arginare la velocità della rivale. Per Zeynep Sonmez, che incontrerora Leylah Fernandez al turno successivo, si tratta della prima vittoria in carriera contro una top 10, il risultato più prestigioso della sua carriera. Per Jasmine Paolini, invece, prosegue un periodo nero costellato da passaggi a vuoto e pochi acuti, un trend inverso che desta seria preoccupazione in vista dei prossimi impegni di cartello.




