Tensioni tra governo e magistratura italiane sui "Paesi sicuri"
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Redazione Interno
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Le tensioni tra il governo italiano e la magistratura sono tornate a farsi vive intorno alla questione dei cosiddetti "Paesi sicuri" e al decreto varato dal governo nell'ottobre 2024. La miccia è stata accesa dal Tribunale di Catania, con ben cinque provvedimenti di “non convalida” delle misure di trattenimento decise dalla questura di Ragusa per migranti provenienti dall’Egitto e dal Bangladesh. Il costituzionalista Michele Ainis, in un’intervista al Fatto Quotidiano, ha criticato duramente il decreto, definendolo un esercizio muscolare senza sostanza, sottolineando come la Costituzione sancisca il primato del diritto europeo sulle leggi nazionali.
Il decreto, che il governo Meloni sperava potesse risolvere la questione dei migranti intercettati in mare e trasbordati sulla Libra prima di toccare terra a Shengjin, è stato disapplicato da vari tribunali italiani. Il presidente della sezione immigrazione del tribunale di Catania, Massimo Escher, ha recentemente deciso di non convalidare il trattenimento disposto dal questore di Ragusa di cinque migranti che hanno presentato domanda di riconoscimento di protezione internazionale.
Questa situazione ha portato a nuove tensioni tra il governo e la magistratura, con il ministro Salvini che ha definito i giudici "comunisti". Tuttavia, la questione rimane complessa e aperta, con vari tribunali che continuano a disapplicare il decreto, rinviando la decisione finale alla Corte di giustizia europea.




