Trump e la transizione energetica, un ritorno controverso

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Alla conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici COP29, che si terrà dall'11 al 22 novembre in Azerbaigian, l'Unione Europea collaborerà con i partner internazionali per conseguire gli obiettivi dell'accordo di Parigi, cercando di limitare l'aumento della temperatura media globale il più vicino possibile a 1,5°C. Tuttavia, il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, dopo l'amministrazione Biden, ha sollevato numerose preoccupazioni, soprattutto per quanto riguarda la transizione energetica e le energie rinnovabili.

Trump, noto per le sue posizioni scettiche sul cambiamento climatico, ha già dimostrato in passato una forte opposizione alle auto elettriche, arrivando a dichiarare che i loro sostenitori "dovrebbero marcire all'inferno". Con la sua rielezione, i fondi speculativi che hanno scommesso contro le società del settore delle rinnovabili hanno visto un guadagno di 1,2 miliardi di dollari, grazie al crollo delle azioni della green energy, dovuto ai timori di tagli ai sussidi e alle agevolazioni varate dall'amministrazione Biden.

Durante la campagna elettorale, il problema del riscaldamento globale è stato sostanzialmente assente dal dibattito tra Trump e la candidata democratica Kamala Harris. Questo ha ulteriormente alimentato le preoccupazioni degli ambientalisti, che temono un rallentamento, se non un'inversione, delle politiche a favore delle energie rinnovabili e della lotta al cambiamento climatico.

La COP29 rappresenta quindi un momento cruciale per l'Unione Europea e i suoi partner internazionali, che dovranno affrontare non solo le sfide poste dal cambiamento climatico, ma anche le nuove dinamiche politiche globali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.