"Meloni si vergogni", la protesta degli attivisti a Genova: lenzuola bianche come i sudari di Gaza
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Redazione Esteri
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Davanti ai palazzi del potere, a Genova, un gruppo di attivisti per la pace ha scelto un’immagine potentissima per denunciare ciò che definiscono «il silenzio complice» del governo italiano. Avvolti in lenzuola bianche, hanno riprodotto i sudari che coprono i corpi delle vittime di Gaza, dove il conflitto con Israele, innescato dall’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, continua a mietere soprattutto civili. «Bambini ridotti a pelle e ossa, uccisi dalla fame o dalle bombe – hanno spiegato – e l’Italia, invece di condannare i crimini di guerra, guarda altrove».
Quella che Netanyahu definisce una «operazione di autodifesa» viene descritta da organizzazioni internazionali come una rappresaglia sproporzionata, figlia di una strategia che Hamas, da parte sua, aveva preannunciato con crudele chiarezza. «L’alluvione di Al-Aqsa», questo il nome scelto dai militanti per l’assalto del 7 ottobre, sarebbe solo il primo di una serie di attacchi pianificati per «ripulire la Palestina dall’occupazione». Una retorica che, mentre alimenta il ciclo di violenza, non giustifica però – secondo i manifestanti – il bilancio atroce di Gaza: migliaia di morti, tra cui centinaia di minori, sepolti sotto le macerie o trascinati via in barelle di fortuna.
Abeer Odeh, ambasciatrice palestinese, ha parlato di un «risveglio tardivo» dell’Europa, citando le prime prese di posizione di alcuni governi contro le operazioni israeliane. «Servono sanzioni, non parole», ha insistito, riferendosi agli accordi militari con Tel Aviv che l’Italia, nonostante le pressioni, non ha interrotto. Una posizione che divide anche l’opinione pubblica, dove c’è chi, come il giornalista Luigi Totaro, sostiene che «denunciare i crimini non sia antisemitismo». Il razzismo, spiega, è spesso un paravento per interessi economici o geopolitici, mentre la critica alla guerra dovrebbe restare ancorata ai fatti.




