Benzina e diesel, il Trentino tra le regioni più care: prezzi oltre 2,1 euro al litro

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   TRENTO. La corsa dei prezzi dei carburanti non accenna a fermarsi e continua a pesare sulle tasche degli automobilisti trentini. Il prezzo medio della benzina ha raggiunto 2,122 euro al litro, un dato che colloca il Trentino al quarto posto in Italia tra i territori più cari. La situazione non migliora per chi viaggia a gasolio: il diesel ha toccato una media di 2,228 euro al litro, piazzando la provincia al quinto posto a livello nazionale.

A pesare sull'andamento dei listini è l'escalation della crisi in Medio Oriente, che sta destabilizzando i mercati energetici globali.

Il prezzo del petrolio ha superato i 107 dollari al barile, spingendo al rialzo i costi dei prodotti raffinati. Secondo gli ultimi dati dell'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, il prezzo medio nazionale in modalità self service è di 2,120 euro al litro per la benzina e 2,231 euro al litro per il gasolio. Sulla rete autostradale i valori salgono ulteriormente, con medie di 2,212 euro per la verde e 2,313 euro per il diesel.

Il costo di un pieno e il confronto con i mesi scorsi

Un pieno da 50 litri di benzina in Italia costa circa 104,50 euro, mentre per il diesel servono circa cinque euro in più. Il confronto con il recente passato rende l'idea della rapidità dei rincari: a inizio marzo, prima che la crisi dello Stretto di Hormuz esplodesse, la benzina costava in media 1,67 euro al litro e il gasolio 1,72 euro. Il rincaro è stato rispettivamente di 40 e 46 centesimi, con un incremento cumulato che sfiora il 27 per cento. Un automobilista paga oggi oltre 20 euro in più ad ogni pieno di benzina e ben 23 euro in più per il diesel.

La dinamica internazionale e le prospettive

A spingere le quotazioni sono soprattutto le nuove tensioni in Medio Oriente. Gli attacchi alle infrastrutture saudite, le difficoltà della rotta attraverso lo Stretto di Hormuz e la pressione sul Bab el-Mandeb stanno riducendo la quantità di petrolio disponibile e facendo esplodere i costi per trasportarlo. L'Arabia Saudita ha chiuso la sua East-West Pipeline, una delle principali alternative allo Stretto per le esportazioni di greggio, e l'incontro previsto tra l'Iran e diversi Paesi del Golfo per discutere la creazione di una rotta marittima temporanea è stato rinviato.

Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, ha spiegato ad HuffPost che i prezzi alla pompa tendono a riflettere i mercati internazionali con qualche giorno di ritardo, e che gli effetti delle quotazioni più recenti si vedranno nei prossimi giorni. La sua previsione è che, se le tensioni geopolitiche restano quelle attuali, benzina e gasolio possano avvicinarsi a 2,50 euro al litro, con il gasolio particolarmente a rischio perché è il prodotto che scarseggia di più.

In Europa, ha aggiunto, mancano le raffinerie: la capacità italiana è tra le più importanti del continente, ma negli ultimi trent'anni è stata dimezzata.

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