Michele Riondino nuovo Montalbano? L’apertura che riaccende la saga
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Michele Riondino potrebbe tornare a vestire i panni di Montalbano, questa volta non più nella versione giovane del personaggio ma nel ruolo del commissario reso celebre da Luca Zingaretti. L'apertura dell'attore arriva mentre è al cinema con Zustìssia, il film diretto da Francesco Piras sul caso di Beniamino Zuncheddu. In un'intervista pubblicata dal Corriere della Sera, Riondino ha detto che sarebbe onorato di raccogliere l'eredità del collega e che, se gli venisse proposto il ruolo, non lo rifiuterebbe.
La risposta di Riondino sul commissario
La questione nasce dalla sua esperienza precedente con il personaggio creato da Andrea Camilleri. Riondino è stato infatti protagonista de Il giovane Montalbano, fiction ambientata nella fase iniziale della carriera del commissario e dedicata alle sue prime indagini a Vigata. La serie è arrivata in televisione nel 2012 e ha raccontato anche il passato dei personaggi che il pubblico conosce nella versione adulta della saga.
Ora l'attore sostiene che, per ragioni anagrafiche, non avrebbe più senso parlare di “giovane” Montalbano. La sua disponibilità a interpretare il commissario nella maturità viene accompagnata da un elemento personale: Riondino ha ricordato di aver avuto la possibilità di discutere del personaggio direttamente con Camilleri, autore al quale attribuisce quindi un legame particolare con la figura televisiva.
Il passaggio da Zingaretti a Riondino
L'eventuale cambio di interprete toccherebbe una delle fiction più riconoscibili della televisione italiana. Zingaretti ha interpretato Salvo Montalbano negli episodi della serie principale, compresi i due appuntamenti trasmessi da Rai 1 nel marzo 2020, Salvo amato, Livia mia e La rete di protezione. In quelle occasioni l'attore aveva anche firmato la regia insieme alla produzione di Palomar e Rai Fiction.
La continuità evocata da Riondino riguarda proprio il rapporto con il personaggio, non una semplice sostituzione scollegata dalla storia televisiva. L'attore ha espresso stima e affetto nei confronti di Zingaretti, indicando nell'eventuale passaggio un collegamento naturale con il lavoro già svolto sul personaggio. La sua dichiarazione, tuttavia, parla di una disponibilità personale e non di un annuncio ufficiale di produzione.
Il film sul caso Zuncheddu
La dichiarazione arriva durante la promozione di Zustìssia, arrivato nelle sale italiane il 15 ottobre. Nel film Riondino interpreta l'avvocato Mauro Trogu, protagonista della battaglia legale per la revisione del processo di Beniamino Zuncheddu, condannato all'ergastolo per un triplice omicidio commesso nel 1991 e poi assolto dopo oltre tre decenni di carcere.
La pellicola di Francesco Piras ricostruisce la vicenda giudiziaria attraverso il percorso che portò alla revisione del processo e all'assoluzione del protagonista, pronunciata il 26 gennaio 2024. La sceneggiatura è firmata da Lisa Nur Sultan e Niccolò Gentili ed è tratta dal libro Io sono innocente, scritto da Mauro Trogu e Beniamino Zuncheddu. Il film, prodotto da Palomar, è distribuito da PiperFilm e ha una durata di 111 minuti.
Prima dell'uscita nazionale, Zustìssia aveva avuto una pre-uscita in Sardegna accompagnata da un forte riscontro al botteghino. Nel cast figurano, oltre a Riondino e Fabrizio Ferracane, Paola Giannini, Jacopo Cullin, Francesco Colella, Geppi Cucciari e Philippine Leroy-Beaulieu.
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