Laureata con un falso, la moglie di Caracciolo rinuncia all’incarico: indaga la procura

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Nonostante le dimissioni e l’ammissione di colpa, la vicenda che ha travolto Carmela Fiorella, moglie del consigliere regionale ed ex capogruppo Pd Filippo Caracciolo, continua a sollevare interrogativi e polemiche. La 38enne, che aveva superato il concorso per responsabile delle risorse umane di Aeroporti di Puglia con un titolo di laurea falso, ha rinunciato all’incarico da 80mila euro l’anno dopo le rivelazioni del Corriere del Mezzogiorno, definendosi «accecata dall’ambizione». Ma le conseguenze giudiziarie e politiche del caso sono solo all’inizio.

La procura di Bari ha avviato un’inchiesta sulla base di due esposti presentati dall’azienda aeroportuale e dall’università degli studi di Bari, intenzionati a difendere la «tutela del buon nome e dell’immagine» dei rispettivi enti. Le indagini si concentrano, tra l’altro, sulle modalità con cui Fiorella sia riuscita a ottenere il posto senza che venissero verificati i requisiti richiesti. «Nessun controllo sui titoli», hanno fatto sapere fonti interne, nonostante le regole prevedessero accertamenti rigorosi.

La confessione della donna, che ha assolto il marito da ogni responsabilità («non sapeva nulla»), non ha placato le reazioni. In Puglia, il caso è diventato un terreno di scontro politico. L’intergruppo consiliare di Andria ha chiesto chiarimenti alla sindaca Giovanna Bruno, ipotizzando un suo possibile tandem con Caracciolo alle prossime regionali. «Serve una riflessione seria e condivisa», hanno sottolineato, denunciando come la vicenda rischi di trasformarsi in una mera lotta di potere, lontana dagli interessi dei cittadini.

Dal canto suo, il Movimento 5 Stelle ha lanciato un appello per un «ricambio della classe dirigente», chiedendo maggiore rispetto per l’etica pubblica. Il senatore Mario Turco, insieme al deputato Leonardo Donno e alla coordinatrice bat Letizia Morra, ha parlato della necessità di un «segnale forte» per ripristinare la fiducia nelle istituzioni.

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