Milan, il fascino di Landucci in panchina: a Torino riparte il 'talismano'
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Redazione Sport
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Il Milan si presenta all'appuntamento di lunedì sera contro il Torino, in quel di San Siro, costretto a fare a meno, sulla panchina, del proprio condottiero Massimiliano Allegri. L'allenatore rossonero, infatti, sconta una squalifica conseguente all'espulsione e ai successivi vivaci commenti sul VAR maturati durante l'amara eliminazione in Coppa Italia contro la Lazio. Una circostanza che, se da un lato priva la squadra del suo punto di riferimento tecnico in un momento delicato, dall'altro riporta in primo piano una figura che, in questa annata, sta assumendo i contorni del portafortuna. A guidare i milanisti, in quella che si preannuncia come una partita spinosa per riagganciare l'umore dopo il passo falso in coppa, sarà infatti il vice storico di Allegri, Marco Landucci, il cui bilancio da primo quando ha avuto l'occasione di sostituire il tecnico di Livorno è finora perfetto: tre le gare disputate, tre le vittorie ottenute, tra campionato e coppa nazionale.
La situazione delle due squadre in vista del posticipo
Lo scontro, che chiude la quattordicesima giornata di Serie A, vede un Milan desideroso di riscattare l'immediata eliminazione dalla Coppa Italia e di consolidare la vetta della classifica, obiettivo per il quale, come ha sottolineato lo stesso Allegri in conferenza stampa, non esiste alcuna soddisfazione completa ma solo l'imperativo di migliorare costantemente. Dall'altra parte, il Torino attraversa invece un momento di forte difficoltà, segnato da risultati negativi e prestazioni opache, come quelle offerte contro Como e Lecce, che hanno reso ancor più cruciale questa sfida in casa. La squadra granata, guidata da Baroni, cercherà di trovare proprio nel match contro i rossoneri la scintilla per invertire una rotta che, al momento, appare preoccupante.
I nodi tattici e le condizioni dei giocatori
Tra i temi affrontati da Allegri nella consueta conferenza pre-partita, oltre alla carica motivazionale data alla squadra, hanno trovato spazio anche gli annosi problemi legati alla formazione, resi più acuti da alcune assenze forzate. La condizione di Pulisic, per esempio, rappresenta un punto di attenzione non da poco, visto che l'attaccante potrebbe saltare la trasferta per un malessere influenzale. A ciò si somma la necessità di trovare un sostituto adeguato per Fofana, la cui assenza costringe a ripensare il centrocampo, e la valutazione sull'impiego di giovani come Jashari, in un contesto dove il risultato è, comunque, prioritario. Decisioni che, in questa specifica circostanza, ricadranno sulle spalle di Landucci, chiamato a gestire un reparto già di per sé provato dalle vicissitudini della stagione.
La sfida affidata al 'secondo' dalla mano felice
Il compito che attende Landucci, dunque, non è dei più semplici, sebbene i precedenti giochino a suo favore. Il suo breve ma folgorante curriculum da timoniere temporaneo – con successi contro Bari e Lecce in Coppa Italia e contro l'Udinese in campionato – crea inevitabilmente un'aura positiva intorno alla sua figura, trasformando una necessità in una potenziale opportunità. L'ambiente milanista guarda a lui con una certa fiducia, sperando che quel tocco fortunato possa ripetersi anche in una partita difficile come quella contro un Torino spinto dalla disperazione e dal bisogno di punti. La squadra dovrà dimostrare di saper reagire alla delusione della Coppa Italia senza il proprio leader in panchina, trovando nella serata di Landucci l'occasione per riaffermare le proprie ambizioni di vertice, mentre i granata tenteranno di approfittare di un avversario forse momentaneamente destabilizzato dalle circostanze.




