La Fiorentina parte col piede giusto: 4-1 al Benevento e primo turno di Coppa Italia archiviato

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La stagione della Fiorentina, quella che deve rappresentare il primo vero banco di prova della nuova era targata Fabio Grosso, è cominciata con il risultato che forse contava di più in assoluto. La vittoria per 4-1 contro il Benevento, maturata in una serata dal clima rovente al Franchi, non vale soltanto il passaggio ai sedicesimi di finale di Coppa Italia, ma ha restituito alla squadra viola e al suo tecnico un senso di continuità e di idee chiare che, a dirla tutta, non era così scontato trovare a una settimana dall'inizio del campionato.

I gol di Gudmundsson, Kean, Ranieri e Ndour hanno tracciato un solco netto con un avversario comunque dignitoso, mentre l'attenzione, come prevedibile, si è concentrata sui volti nuovi e sulle prime indicazioni tattiche di un gruppo che ha cambiato volto in gran parte dei suoi reparti.

Gudmundsson e Kean, i segnali che contano

La partita, in verità, era già stata indirizzata nei primi minuti di gioco, quasi a voler ribadire un concetto che Grosso aveva espresso alla vigilia: in una competizione secca, senza diritto di replica, bisogna essere immediatamente cinici. La prima rete, arrivata dopo appena due minuti, è un esempio di quanto l’allenatore stia cercando di inculcare nei suoi giocatori.

Un recupero palla sulla trequarti, una palla messa al centro con precisione chirurgica da Atta e la zampata vincente di Gudmundsson, sempre più uomo chiave di questa Fiorentina, hanno rotto immediatamente gli equilibri. La rete di Moise Kean, arrivata al 35’, ha poi dato la giusta dimensione alla serata. L'attaccante, al centro di voci di mercato e su cui Grosso ha voluto puntare fin da subito come punto di riferimento, ha siglato un gol di pregevole fattura, una girata al volo su assist di Joao Mario che ha confermato lo stato di forma dell'ex Juventus.

Il tecnico viola, nella settimana che ha preceduto la partita, aveva parlato di Kean con parole che oggi suonano come una profezia: un giocatore da cui ci si aspetta tanto, un leader tecnico su cui fare affidamento per la stagione che verrà.

Mastantuono, l’esordio e la gestione del potenziale

Il nome più atteso, però, era un altro. Il talento argentino Franco Mastantuono, arrivato dal Real Madrid tra grandi aspettative, ha fatto il suo debutto nella seconda frazione di gioco, subentrando a Gudmundsson al 57’. Grosso, che nei giorni precedenti aveva più volte ribadito la necessità di procedere con cautela, ne ha gestito l’ingresso con la calma che si addice a un giovane di 16 anni che deve ancora ambientarsi ai meccanismi della squadra e del calcio italiano.

Le sue qualità sono immense, come ripetuto dall'allenatore in conferenza stampa, ma è chiaro che la pazienza dovrà essere la parola d'ordine per vedere il suo potenziale esplodere appieno. L’ingresso di Mastantuono, così come quello del giovanissimo Federico Croci, diventato il più giovane debuttante nella storia della Fiorentina, ha scaldato il cuore dei tifosi viola, proiettando la società verso un futuro che sembra fatto di giovani promesse e di un progetto ambizioso.

L’altra faccia della medaglia: infortuni e valutazioni

Se la vittoria ha portato entusiasmo, la serata ha regalato anche qualche momento di preoccupazione. L’uscita dal campo di Joao Mario nell’intervallo e il problema fisico che ha costretto Atta a lasciare il terreno di gioco poco dopo l’ora di gioco sono campanelli d’allarme su cui lo staff medico dovrà lavorare in vista del debutto in campionato contro la Roma.

Nonostante questi contrattempi, la Fiorentina ha dimostrato una solidità difensiva tutto sommato rassicurante, con i nuovi arrivi come Dragusin e Ranieri che hanno subito preso le misure alla difesa a quattro voluta da Grosso. L'assenza di Mandragora per un problema alla schiena e l'infortunio di Joao Mario potrebbero, paradossalmente, accelerare i tempi di integrazione di altri giocatori come Oulai e Fagioli, che si stanno giocando una maglia da titolare.

La partita, insomma, ha lasciato più certezze che dubbi, ma ha anche confermato che la strada per trovare l'amalgama giusta è ancora lunga e dovrà passare attraverso la gestione oculata di tutte le risorse a disposizione.

La Fiorentina di Fabio Grosso ha superato il primo vero esame stagionale. Un esame che, per come si era presentato, poteva nascondere insidie, ma che i viola hanno invece affrontato con la determinazione di una squadra che ha voglia di fare. Il 4-1, al netto della differenza di categoria con il Benevento, è una boccata d'ossigeno e la conferma che il lavoro in ritiro sta iniziando a dare i suoi frutti. Ora la testa è già proiettata alla Roma, con la consapevolezza che il campionato sarà un altro sport e che le certezze acquisite andranno riconfermate in un contesto ben più impegnativo.

Ma intanto, il buongiorno si è visto dal mattino, e per i tifosi gigliati è già un'ottima notizia.

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