Fiorentina-Frosinone 0-3, il centenario da incubo dei viola al Franchi

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La festa per i cento anni di storia della Fiorentina si è trasformata in una serata da dimenticare, con la squadra di Fabio Grosso che è stata travolta in casa dal neopromosso Frosinone con un perentorio 3-0. Davanti a un pubblico che gremiva gli spalti dello stadio "Franchi" e a una schiera di leggende del calibro di Gabriel Batistuta, Rui Costa, Adrian Mutu, Francesco Toldo e Luca Toni, accorsi per celebrare l'anniversario del club, i viola hanno offerto una prestazione opaca e fragile, incassando la seconda sconfitta consecutiva in questo avvio di campionato.

Dopo il ko per 4-0 subito all'Olimpico contro la Roma, la squadra gigliata resta a zero punti in classifica con un bilancio di sette gol subiti e nessuna rete all'attivo, un dato che fotografa senza appello la crisi profonda in cui è piombata la formazione allenata dall'ex terzino campione del mondo.

La doccia fredda dei gol di Raimondo e Bracaglia

La partita, che sulla carta doveva rappresentare l'occasione per il riscatto dopo la débâcle della prima giornata, si è messa subito in salita per i padroni di casa. A passare in vantaggio sono stati infatti gli ospiti al 26', con l'attaccante Raimondo che, servito da un cross dal versante sinistro di Kvernadze, ha anticipato la difesa viola e di prima intenzione ha girato la palla sul primo palo, battendo De Gea.

I viola hanno provato a reagire, trovando però la sfortuna a opporsi a due conclusioni che hanno colpito la struttura della porta in rapida successione: prima è stato il giovane argentino Mastantuono a centrare il palo con un diagonale destro, poi è toccato a Valdepenas, ma il pari non è mai arrivato. Anzi, è stato il Frosinone a raddoppiare al 38' con Bracaglia, che sugli sviluppi di un calcio d'angolo è salito più in alto di tutti e di testa ha gonfiato la rete, firmando il 2-0 e gelando definitivamente l'atmosfera festosa del "Franchi".

Nella ripresa, la Fiorentina non ha mai trovato la forza di reagire, né la lucidità per costruire un gioco degno di questo nome; al 68' è arrivato il colpo del KO con la doppietta di Raimondo, che ha stoppato di petto un cross in area e con un sinistro al volo ha infilato la palla sotto la traversa, fissando il punteggio sul definitivo 0-3 e scatenando i fischi del pubblico di casa.

Le parole di Grosso: fragilità e fondamenta da ricostruire

Al termine della gara, l'allenatore viola Fabio Grosso si è presentato ai microfoni di DAZN e in sala stampa con l'amarezza di chi ha visto sfumare una giornata che doveva essere di festa. Il tecnico non ha cercato scuse e ha parlato apertamente di fragilità, sia caratteriali che strutturali, come elementi emersi in tutta la loro evidenza in questi primi impegni ufficiali. "Sicuramente abbiamo un problema. Avremmo voluto in questa giornata fare un risultato diverso.

Abbiamo mostrato tante fragilità e c'è ancora tanto lavoro da fare", ha dichiarato Grosso ai microfoni di DAZN, aggiungendo una metafora significativa per spiegare lo stato d'animo suo e della squadra: "Sto battagliando tanto per mettere le fondamenta e non prendere gol. Se hai i quadri ma non hai il muro per mostrarli allora sono fini a sé stessi. Abbiamo qualità ma dobbiamo strutturarci da tutti i punti di vista".

Concetti che l'allenatore ha ribadito anche nella conferenza stampa post partita, sottolineando come, nonostante le difficoltà e i fischi ricevuti, il gruppo debba stringersi e lavorare per alzare il livello, consapevole che il campionato non concede tregua.

Mastantuono, l'unica luce in una serata buia

In una serata in cui poche sono state le note positive per i colori viola, il giovane talento argentino Franco Mastantuono ha rappresentato almeno un motivo di speranza per il futuro. Il centrocampista classe 2007, arrivato in prestito dal Real Madrid, è stato il giocatore più vivace e pericoloso della Fiorentina, creando scompiglio nella difesa avversaria con la sua imprevedibilità e la sua qualità nell'uno contro uno.

Mastantuono ha colpito un palo che avrebbe potuto cambiare il destino della partita e ha anche confezionato un assist per Gudmundsson, il cui gol è stato però annullato per fuorigioco. Nonostante la prestazione positiva, però, il suo contributo non è bastato a evitare la débâcle, a testimonianza di una squadra che appare ancora troppo disorganica e dipendente dalle giocate dei singoli.

Anche Grosso, nel commentare la prova del suo giovane pupillo, ha sottolineato che Mastantuono è in fase di miglioramento, ma ha ribadito che le fragilità mostrate dalla squadra devono essere limitate perché "basta molto poco per andare in difficoltà".

Un Frosinone cinico e coraggioso firma l'impresa

Dall'altra parte, il Frosinone di Massimiliano Alvini ha meritato pienamente il successo, mettendo in campo una prestazione gagliarda e cinica, sfruttando al meglio ogni occasione concessa da una difesa viola che è apparsa in evidente difficoltà. Per il tecnico toscano, al suo primo successo in Serie A sulla panchina ciociara dopo diciannove partite, si tratta di una vittoria storica che regala i primi tre punti stagionali alla squadra neopromossa, capace di ribaltare i pronostici e rovinare la grande festa del centenario della Fiorentina.

"Il punteggio è troppo pesante per quella che è stata la partita perché la Fiorentina ha avuto occasioni e colpito due pali, noi però abbiamo avuto coraggio e attenzione, mettendo la voglia di fare bene", ha commentato a caldo Alvini, sottolineando come la sua squadra abbia saputo soffrire e colpire al momento giusto, dimostrando una solidità e una personalità che per i viola sono state, invece, un miraggio per tutti i novanta minuti.

Per la Fiorentina, ora, si prospetta una settimana di fuoco, con il mercato ancora aperto e la necessità di trovare al più presto una reazione per evitare che l'inizio di stagione si trasformi in un vero e proprio tracollo.

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