Aumentano le accise sul gasolio, il diesel supererà il prezzo della benzina
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Redazione Economia
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Una svolta storica, attesa da tempo e finalmente calendarizzata, sta per modificare le abitudini e i bilanci di milioni di italiani: dal primo gennaio 2026, infatti, il prezzo del gasolio subirà un incremento strutturale di 4,05 centesimi per ogni litro. Questa misura, inserita nella Legge di Bilancio dal governo Meloni e anticipata rispetto ai piani precedenti, non rappresenta un mero adeguamento tecnico ma un vero e proprio riallineamento fiscale che ribalterà la consolidata gerarchia dei prezzi ai distributori. Mentre l'accisa sul gasolio sale, infatti, quella sulla benzina si riduce della medesima entità, portando quest'ultima ai livelli più bassi registrati dal 2021. Un meccanismo che, nelle intenzioni del legislatore, dovrebbe riequilibrare il trattamento fiscale dei due carburanti, i quali hanno storicamente beneficiato di aliquote differenziate.
Le cifre di una manovra strutturale
L'impatto economico della manovra, come sottolineato da associazioni di consumatori quali il Codacons, è di ampia portata. Lo Stato, attraverso questo scostamento, incasserà circa 552 milioni di euro supplementari nel solo 2026, una somma cospicua che peserà interamente sulle spalle degli utenti del gasolio. Si stima che siano circa 16,6 milioni i soggetti, tra automobilisti privati e imprese con mezzi di trasporto su gomma, che dovranno adeguare i propri conti. Per molti di loro, considerando un serbatoio medio, il rincaro annuo potrebbe aggirarsi attorno agli 81 euro, una cifra non trascurabile che si somma alle già volatili dinamiche dei listini legate al prezzo del greggio. Sebbene il provvedimento preveda un analogo taglio per la benzina, l'esperienza passata insegna come tali riduzioni possano essere assorbite da altri fattori, rischiando di rimanere un beneficio più teorico che pratico per i consumatori.
Lo scenario concreto ai distributori
Partendo dagli attuali valori, dove la benzina si attesta mediamente a 1,68 euro al litro e il gasolio a 1,64, il nuovo anno fiscale porterà a un radicale capovolgimento. L'applicazione delle nuove aliquote, a parità di prezzo alla pompa al netto delle accise, condurrà infatti il costo del diesel a superare stabilmente quello del suo concorrente. Un cambiamento di paradigma che influenzerà non solo le scelte individuali per gli spostamenti quotidiani ma anche le strategie logistiche delle aziende e, in prospettiva, potrebbe accelerare la transizione verso carburanti alternativi. Il pieno di gasolio, quindi, non sarà più l'opzione economicamente più conveniente, alterando un'abitudine di consumo radicata in un Paese dove il parco circolante diesel è ancora molto consistente.
Considerazioni sul contesto internazionale
La decisione italiana si inserisce in un quadro geopolitico ed economico in evoluzione, dove le politiche energetiche nazionali sono chiamate a rispondere a esigenze di bilancio e a direttive comunitarie. L'azione dell'amministrazione statunitense guidata dal presidente Trump, con le sue scelte in materia di energia e produzione interna, contribuisce a definire un contesto internazionale dai contorni variabili, che inevitabilmente riverbera sui mercati europei. La manovra sulle accise, pertanto, va letta anche come un tentativo di definire una traiettoria fiscale autonoma in uno scenario globale complesso, dove la volatilità è ormai una costante e le decisioni di bilancio devono guardare al medio periodo, nonostante l'immediato disagio che possono generare in una fetta significativa della popolazione.




