L'inflazione frena ma il carrello della spesa pesa ancora

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I dati sull'inflazione di ottobre, che l'Istat ha confermato nelle stime preliminari, disegnano un quadro per certi versi incoraggiante, sebbene non privo di ombre che continuano a gravare sui bilanci domestici. Il tasso tendenziale, attestatosi all'1,2%, segna infatti un netto rallentamento, posizionandosi leggermente al di sotto dei livelli registrati alla fine dello scorso anno; una flessione, questa, ancor più marcata se si considera la variazione congiunturale che ha visto un calo dello 0,3% rispetto al mese di settembre. A trainare questa inversione di tendenza, che pure si inserisce in un contesto di prezzi al consumo ancora vivaci, è stato in primo luogo il crollo dei beni energetici regolamentati, i quali sono passati da un aumento del 13,9% a una contrazione dello 0,5% su base annua, un ribasso che ha agito da potente freno sull'indice generale.

Il dualismo tra energia e alimentari

Proprio il comparto energetico, che per mesi aveva trainato l'aumento del costo della vita, mostra dunque una fase di profondo riassestamento, con i prezzi dell'energia elettrica nel mercato tutelato che sono praticamente piatti e quelli del gas che accentuano la loro discesa. Se da un lato, come sottolineato dal Codacons, le bollette iniziano ad alleggerirsi, dall'altro persistono dinamiche inflative preoccupanti in settori chiave per la spesa quotidiana. I prodotti alimentari e le bevande analcoliche, ad esempio, continuano a crescere a una velocità più che doppia rispetto al tasso medio nazionale, segnando un +2,5% su base annua, un dato che, seppur in rallentamento rispetto ai picchi precedenti, continua a erodere il potere d'acquisto delle famiglie.

L'impatto concreto sulle famiglie

Questo andamento dualistico dell'economia, dove alcuni settori frenano mentre altri mantengono una corsa sostenuta, si traduce in un aggravio di spesa che può essere quantificato in centinaia di euro l'anno. Secondo le stime dell'associazione dei consumatori, la maggiore spesa annua per una famiglia tipo, calcolata sulla totalità dei consumi, si attesta a 387 euro, una cifra che sale sensibilmente, fino a toccare i 548 euro, per un nucleo familiare con due figli. Di questa somma, una fetta consistente, circa 232 euro per le famiglie più numerose, è direttamente riconducibile al capitolo alimentare, il cui rallentamento non è ancora sufficiente a compensare gli aumenti accumulati nel corso degli ultimi periodi.

Il quadro generale e le voci in controtendenza

Il cosiddetto "carrello della spesa", seppur con un ritmo più contenuto, rimane dunque un elemento di pressione, mentre l'inflazione di fondo, quella al netto degli energetici e degli alimentari freschi, si muove su valori solo lievemente attenuati. La situazione fotografata per il mese di ottobre delinea pertanto una fase di transizione, nella quale il raffreddamento di alcuni comparti, peraltro molto volatili, non basta a neutralizzare completamente le spinte al rialzo che permangono in voci di spesa più strutturali e ricorrenti, le quali continuano a determinare, nel loro insieme, un consistente esborso aggiuntivo per i cittadini.

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