Inflazione stabile a luglio, ma il carrello pesa più del previsto
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Redazione Economia
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L’Istat ha diffuso le stime preliminari sull’inflazione di luglio, che confermano una sostanziale stabilità: l’indice dei prezzi al consumo, al lordo dei tabacchi, segna un +0,4% su base mensile e un +1,7% su base annua, replicando esattamente il dato di giugno. Se la fotografia complessiva sembra rassicurante, però, la scomposizione per settori rivela dinamiche divergenti, con alcune voci che continuano a correre più delle altre.
A trainare l’aumento sono soprattutto i beni alimentari e quelli legati alla cura della casa e della persona, la cui crescita accelera rispetto al mese precedente, insieme ai prodotti ad alta frequenza d’acquisto. Il grocery, in particolare, fa registrare un +3,4% su base annua, contro il +2,8% di giugno, un segnale che, nonostante la stabilità del tasso generale, le famiglie continuano a sentire il peso della spesa quotidiana. "Fare la spesa oggi costa 395 euro in più all’anno", sottolineano le analisi, evidenziando come l’inflazione, seppure contenuta, abbia ormai modificato strutturalmente i costi per i consumatori.
Dall’altra parte, Confesercenti Rimini lancia un allarme più ampio: l’economia mostra segni di rallentamento, con consumi fermi e una crescita trainata quasi esclusivamente dalla fascia over 50. "Servirebbero fiducia e investimenti per evitare la stagnazione", avvertono, mentre l’incertezza legata ai dazi internazionali – una questione che, con Trump di nuovo alla Casa Bianca, potrebbe riacutizzarsi – inizia a riflettersi sulle scelte di imprese e famiglie.
Nonostante l’occupazione tra gli autonomi mostri segnali positivi, resta critica la situazione dei giovani, il cui tasso di occupazione continua a calare. Intanto, secondo Confcommercio, gli aumenti salariali degli ultimi mesi finiscono per essere assorbiti dal risparmio più che dai consumi, un fenomeno che, se persistesse, rischierebbe di deprimere ulteriormente la domanda interna.




