A giugno l’inflazione sfiora l’1,7%, ma il carrello della spesa pesa più del previsto

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I dati Istat di giugno confermano un’inflazione in lieve crescita, che si attesta all’1,7% su base annua, un incremento contenuto ma sufficiente a riaccendere le preoccupazioni per le famiglie, soprattutto per chi deve far fronte alla spesa quotidiana. Se il quadro generale appare sotto controllo, con un aumento mensile dello 0,2%, è l’impennata dei prezzi alimentari a colpire i consumatori: +3,5% su un anno, con picchi del +4,2% per i prodotti non lavorati e del +3% per quelli trasformati. Un trend che, seppur in linea con le dinamiche europee, rischia di frenare la ripresa dei consumi, già fiacchi nonostante il miglioramento del potere d’acquisto.

A pesare sul bilancio delle famiglie è anche l’aumento dei servizi legati ai trasporti (+2,9%) e dei beni ad alta frequenza d’acquisto, saliti del 2,1%, mentre il comparto energetico registra un calo (-2,5%), trainato dal rallentamento dei costi della componente regolamentata. Un paradosso che lascia intravedere un’economia divisa in due: da un lato i settori in cui la deflazione offre respiro, dall’altro quelli – come il food – dove l’inflazione morde con forza.

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