La Ternana perde la bussola: sconfitta con il Campobasso e silenzio stampa, smantellata la mixed zone al Liberati
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Redazione Sport
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La domenica appena trascorsa allo stadio ‘Liberati’ di Terni resterà negli annali come una delle giornate più paradossali della gestione rossoverde, e non soltanto per il risultato maturato sul rettangolo verde. La Ternana, infatti, è uscita sconfitta per due a quattro da uno scontro diretto fondamentale per le posizioni playoff contro il Campobasso, interrompendo bruscamente una striscia positiva che durava da tre partite. Un tonfo inaspettato, che ha visto i molisani rimontare e siglare addirittura quattro reti, un poker che i rossoverdi non avevano mai incassato tra le mura amiche nell'arco dell'intera stagione. Le disattenzioni, sia individuali che collettive, sono state evidenti a tutti, con la difesa che ha mostrato più di una crepa fatale, vanificando gli sforzi di Majer e Kerrigan, autori delle reti umbre.
Una reazione societaria che lascia interdetti: addio alla mixed zone e muro di gomma
Se la sconfitta ha gettato nello sconforto i tifosi, le decisioni assunte dalla società di via della Bardesca nel post-partita hanno generato un malessere ancora più profondo, sollevando interrogativi non facili da ignorare. A fine gara, infatti, è arrivata la comunicazione ufficiale del silenzio stampa: nessun tesserato, dall'allenatore Liverani ai giocatori, avrebbe rilasciato dichiarazioni ai media presenti. Una scelta che, di per sé, può essere letta come una reazione a caldo per provare a isolare la squadra in un momento di difficoltà, ma che diventa difficile da comprendere appieno se contestualizzata. A rendere l'atmosfera ancora più surreale, poi, è stata la scoperta – resa nota nelle ore successive – che l'area del Liberati adibita a mixed zone era stata letteralmente smantellata.
Il significato di un gesto: spending review o chiusura totale?
La contestuale decisione di chiudere lo spazio riservato alle interviste e di imporre il silenzio stampa ha inevitabilmente portato i pochi presenti e gli osservatori esterni a collegare i due eventi, quasi fossero parte di un unico, oscuro disegno. Secondo quanto ricostruito, la rimozione dei container che ospitavano la zona mista sarebbe una misura interna legata a una politica di razionalizzazione delle spese, una spending review che riguarderebbe l'utilizzo degli spazi dello stadio, anche alla luce del fatto che i regolamenti della Serie C non impongono obblighi specifici in tal senso. Tuttavia, la tempistica di questa operazione, coincisa proprio con la gara più amara della stagione, ha fatto sì che molti tifosi la percepissero come un ulteriore, simbolico allontanamento dalla società e dal suo bisogno di comunicare.
La squadra si allena a porte chiuse in un clima di crescente tensione
All'indomani della battuta d'arresto, la squadra ha ripreso gli allenamenti ma lo ha fatto a porte chiuse, un altro segnale che indica la volontà di serrare i ranghi e di lavorare lontano da occhi indiscreti. L'attenzione, ora, deve necessariamente spostarsi sul prossimo impegno, che incombe minaccioso all'orizzonte: mercoledì sera è in programma la difficile trasferta sul campo dell'Arezzo, capolista del girone, un test probante che arriva nel momento più delicato. Il rischio concreto è che questa combinazione di risultati negativi e scelte comunicative poco trasparenti finisca per minare quel patto di fiducia, già messo a dura prova, tra la piazza e una proprietà che, nei fatti, ha scelto di non fornire spiegazioni, lasciando che siano i fatti – e le inevitabili illazioni – a parlare per lei.




