Caso ricina Pietracatella, 131 campioni inviati a Berlino per le analisi
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Redazione Interno
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Il caso ricina Pietracatella entra in una nuova fase con l’invio a Berlino di 131 campioni raccolti durante il maxi sopralluogo nella casa di via Risorgimento. Gli specialisti del Robert Koch-Institut analizzeranno i reperti prelevati nei diversi ambienti dell’abitazione, nell’appartamento della madre di Gianni Di Vita e nell’ex granaio, con l’obiettivo di verificare gli elementi utili alla ricostruzione della vicenda. L’inchiesta della Procura di Larino, ancora contro ignoti, prosegue attraverso gli accertamenti scientifici e una complessa attività investigativa che ha già portato all’ascolto di circa 200 persone.
Il sopralluogo nella casa di Pietracatella, in provincia di Campobasso, si è concluso dopo oltre 14 ore di attività. L’operazione ha coinvolto esperti del Robert Koch Institute di Berlino, la polizia tedesca e la squadra mobile di Campobasso, con decine di agenti e tecnici impegnati nelle verifiche all’interno dell’abitazione. Durante le ispezioni sono stati raccolti centinaia di reperti da superfici, mobili, divani, letti e indumenti, materiali che saranno ora sottoposti alle analisi in Germania per accertare la presenza del veleno e fornire ulteriori elementi sull’accaduto.
Gli accertamenti scientifici dopo il sopralluogo nella casa
Gli esperti del Robert Koch-Institut hanno prelevato campioni provenienti da ogni ambiente considerato nell’ambito delle verifiche sul presunto avvelenamento da ricina che ha riguardato Sara Di Vita e la madre Antonella Di Ielsi. I reperti raccolti durante l’ispezione rappresentano il materiale su cui si concentreranno le prossime analisi tecniche, affidate agli specialisti tedeschi. Il lavoro degli investigatori punta a chiarire la dinamica della vicenda attraverso l’esame dei materiali recuperati e il confronto con gli altri elementi già acquisiti nell’inchiesta.
La Procura di Larino continua quindi a seguire due percorsi paralleli: da una parte gli approfondimenti di laboratorio sui campioni inviati a Berlino, dall’altra la raccolta di informazioni attraverso l’attività investigativa. Gli ascolti effettuati finora hanno coinvolto circa 200 persone e fanno parte del lavoro necessario per ricostruire i passaggi che hanno preceduto la morte di Sara Di Vita, 15 anni, e Antonella Di Ielsi, 50 anni, entrambe indicate come vittime di un presunto avvelenamento da ricina.
L’ipotesi dell’utente misterioso e la possibile collaborazione con l’FBI
Tra gli elementi emersi nelle indagini sul caso ricina Pietracatella ci sarebbe anche la ricerca di informazioni su come uccidere con la ricina effettuata da un utente misterioso all’interno di una chat. Secondo quanto riportato, il profilo avrebbe attirato l’attenzione degli investigatori perché la piattaforma utilizzata risiederebbe sul territorio americano. Questo aspetto potrebbe rendere necessaria una collaborazione con l’FBI per ottenere i dati utili alle verifiche sull’identità dell’utente e sulle informazioni presenti nella piattaforma.
La possibile richiesta di supporto all’agenzia di polizia federale statunitense sarebbe legata proprio alla necessità di acquisire elementi da un servizio con sede negli Stati Uniti. L’eventuale collaborazione internazionale si aggiungerebbe così al lavoro già avviato con il coinvolgimento degli specialisti tedeschi del Robert Koch Institute e delle forze investigative italiane e tedesche impegnate negli accertamenti.
Il commento della famiglia dopo le nuove verifiche
Dopo il sopralluogo nell’abitazione della famiglia Di Vita, il padre di Antonella Di Ielsi ha commentato l’operazione durante la trasmissione Morning News, spiegando di aver avuto sempre fiducia nel lavoro degli investigatori. Le verifiche condotte nella casa di via Risorgimento hanno rappresentato un momento centrale dell’attività tecnica, con il coinvolgimento di specialisti arrivati da Berlino e della polizia impegnata sul territorio.
Il materiale raccolto durante le quattordici ore di ispezione sarà ora esaminato dagli esperti per contribuire agli accertamenti sulla presenza della ricina e sulla dinamica della vicenda. Le analisi dei 131 campioni inviati in Germania si inseriscono nel percorso investigativo che continua a cercare elementi utili per chiarire quanto avvenuto a Pietracatella.
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