Fitto lascia il governo, Meloni riflette sul successore
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Redazione Interno
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ROMA — Raffaele Fitto, dopo due anni intensi e ricchi di sfide, ha rassegnato le dimissioni dal ruolo di ministro per il Pnrr, Coesione, Sud e Affari europei. La decisione, annunciata con un post su Facebook, segna la fine di un periodo caratterizzato da un basso profilo e da un impegno costante al fianco della premier Giorgia Meloni. Fitto, che da lunedì assumerà l'incarico di vicepresidente esecutivo della Commissione europea e Commissario alla Coesione e alle Riforme, ha suggerito alla premier di mantenere unite le quattro deleghe del suo dicastero.
La riflessione di Meloni, che ha deciso di prendersi un paio di giorni per valutare la situazione, si concentra sulla possibilità di non spacchettare le deleghe e di affidarle a un unico ministro politico, preferibilmente esponente di Fratelli d'Italia. Tra i nomi circolati per la successione, quelli di Foti, Butti e Ferro sembrano i più accreditati, mentre altre figure come l'attuale capo dei servizi Belloni, l'ex ministro Terzi di Sant'Agata e Edmondo Cirielli, vice di Tajani, sembrano essere fuori dai giochi.
La scelta del nuovo ministro, che avrà il compito di gestire la Coesione, il Sud, la supervisione sul Pnrr e gli Affari europei, rappresenta una decisione cruciale per il governo Meloni. La premier, infatti, dovrà individuare una figura capace di proseguire il lavoro svolto da Fitto, mantenendo un equilibrio tra le diverse deleghe e garantendo continuità nelle politiche europee e nazionali.
In questo contesto, la decisione di Meloni di prendersi del tempo per riflettere appare strategica, considerando l'importanza delle deleghe in questione e la necessità di individuare una figura politica di alto profilo.




