Khamenei ha scelto tre religiosi come possibili successori, ma non c'è il figlio Mojtaba
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Redazione Esteri
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Ali Khamenei, leader supremo dell’Iran, avrebbe designato tre alti religiosi come suoi potenziali successori nel caso in cui venisse ucciso. La notizia, riportata dal New York Times e confermata da tre funzionari iraniani sotto condizione di anonimato, esclude Mojtaba, il figlio dell’ayatollah, che molti ritenevano tra i favoriti. La decisione, presa in un contesto di crescente pressione militare e politica, riflette le preoccupazioni di un regime che si sente accerchiato.
Israele, infatti, non ha mai interrotto i raid sul territorio iraniano, colpendo sia obiettivi strategici sia figure chiave del sistema teocratico. Solo nelle ultime ore sono stati eliminati Isar Tabatabai-Qamsheh, scienziato nucleare, Abu Ali Khalil, ex guardia del corpo di Hassan Nasrallah, e Behnam Shahriyari, responsabile dell’Unità 190 dei Guardiani della Rivoluzione, accusato di coordinare il traffico d’armi verso Hezbollah e altri gruppi dell’"Asse della resistenza". Le operazioni, denominate Rising Lion, proseguono senza sosta dal 13 giugno, con droni e missili lanciati dai jet dell’Idf.
Khamenei, rifugiato in un bunker, avrebbe anche indicato i nomi dei futuri vertici militari, segnale di un’emergenza che ormai lambisce il nucleo del potere. "Non scapperà a Mosca", hanno ironizzato fonti vicine ai servizi israeliani, sottolineando come il cerchio si stia stringendo attorno alla Guida Suprema. Intanto, la tensione si riflette anche nella diaspora iraniana: a Torino, un gruppo di manifestanti ha calpestato la bandiera della Repubblica Islamica, esibendo invece quelle della monarchia pahlavi e di Israele, in un gesto di aperta sfida al regime.




