L'Antitrust infligge a Ryanair una maxi multa da 255 milioni per abuso di posizione dominante

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Una sanzione da oltre duecentocinquantacinque milioni di euro, che si staglia come una delle più significative nel settore dei trasporti, è stata irrogata dall'Autorità garante della concorrenza e del mercato alla compagnia aerea low-cost Ryanair. L'addebito, che risale a un'indagine approfondita avviata su segnalazione delle associazioni di categoria, è quello di aver sistematicamente ostacolato l'operato delle agenzie di viaggio nell'acquisto e nella rivendita dei biglietti, attuando una condotta giudicata lesiva della libera concorrenza. La strategia della compagnia irlandese, stando a quanto accertato dagli investigatori, avrebbe assunto i contorni di una vera e propria barriera tecnica, eretta per favorire in modo esclusivo le vendite dirette attraverso il proprio portale online, dove spesso i prezzi vengono presentati come più vantaggiosi.

Una strategia progressiva di chiusura verso gli intermediari

Le contestazioni dell'Agcm delineano un percorso di progressivo inasprimento delle condizioni operative per gli intermediari, il cui accesso al sistema di prenotazione è stato reso via via più difficoltoso a partire dalla primavera del 2023. Inizialmente, le interruzioni e le disfunzioni segnalate dalle agenzie sarebbero state sporadiche, quasi accidentali, per poi trasformarsi in episodi sempre più frequenti e prolungati. In determinati periodi, come riportato nel provvedimento, si sarebbe addirittura giunti a un blocco pressoché totale delle operazioni, il che avrebbe di fatto precluso a molti rivenditori la possibilità di svolgere la propria attività commerciale. Questo modus operandi, secondo l'Antitrust, ha permesso a Ryanair di consolidare ulteriormente la sua già forte posizione di mercato, svantaggiando in modo palese quei canali di distribuzione che, in una condizione di parità, avrebbero potuto offrire ai consumatori un ventaglio di servizi più ampio.

La replica immediata della compagnia aerea e il precedente giudiziario

La reazione di Ryanair non si è fatta attendere e si è concretizzata nell'annuncio formale di un ricorso contro quella che viene definita una decisione "bizzarra e priva di fondamento". La difesa della compagnia, che contesta fermamente la qualifica di abuso di posizione dominante, fa leva su un precedente pronunciamento del Tribunale di Milano risalente al gennaio 2024. In quella circostanza, i giudici avevano riconosciuto la politica commerciale del vettore, basata sulla vendita diretta, come un "indubbio vantaggio per i consumatori", legittimando di fatto un modello di business che punta a contenere i costi eliminando gli intermediari. Questo precedente, secondo gli avvocati della società, renderebbe ingiustificata la pesante sanzione inflitta dall'autorità di vigilanza italiana, creando un contrasto giurisprudenziale che dovrà essere risolto nelle opportune sedi.

Le implicazioni per il mercato e il settore del travel

La vicenda, che si inserisce in un contesto europeo dove le dinamiche tra compagnie aeree e piattaforme di distribuzione sono spesso tese, solleva interrogativi non banali sugli equilibri di potere nell'ecosistema del travel. Da un lato, il modello low-cost si è storicamente sviluppato aggirando i tradizionali canali di intermediazione, promettendo tariffe ridotte direttamente al pubblico; dall'altro, l'imposizione di barriere tecniche viene vista come un passo ulteriore, potenzialmente in grado di alterare la concorrenza non solo tra compagnie ma anche tra diversi modelli di vendita. La maxi multa rappresenta dunque un monito preciso, che va al di là del singolo caso, verso tutte le imprese dominanti che potrebbero tentare di limitare la scelta degli utenti finali, i quali, in assenza di canali alternativi efficienti, si troverebbero di fronte a un'unica opzione praticabile, quella proposta direttamente dal vettore.

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