Minnesota senza stelle umilia i Nuggets: la corsa al titolo di Jokic finisce già al primo turno

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La corsa verso il titolo per i Denver Nuggets si è già fermata, e lo ha fatto in maniera tanto sorprendente quanto inequivocabile, al primo ostacolo della postseason. La squadra del tre volte MVP Nikola Jokic, quest’ultimo autore di una prestazione sontuosa da 28 punti condita da 9 rimbalzi e 10 assist nella disperata gara-6, non ha potuto nulla contro la determinazione e la fisicità dei Minnesota Timberwolves, che hanno chiuso la serie sul secco punteggio di 4-2 grazie al successo per 110-98 maturato al Target Center. Quella che doveva essere una marcia trionfale verso la conferenza Ovest si è trasformata in un’uscita di scena silenziosa, amplificata dal paradosse di un avversario, quello del Minnesota, presentatosi all’appuntamento decisivo privo dei propri terminali offensivi abituali.

L’impresa di Minneapolis: il collettivo sopperisce alle stelle assenti

La vera notizia, nel verdetto del parquet, risiede nelle condizioni di salute dei Timberwolves. Privi del loro leader indiscusso Anthony Edwards, out per un problema al ginocchio, e senza altri due elementi pesanti del backcourt come Donte DiVincenzo e Ayo Dosunmu, la compagine di Minneapolis è sembrata paradossalmente ancora più solida e concentrata. Senza i propri "cannoni", coach Chris Finch ha stretto le maglie della difesa e trovato in Jaden McDaniels il suo trascinatore insospettabile: l’ala, da molti etichettato come specialista difensivo, ha messo a referto la miglior prova della carriera con 32 punti e 10 rimbalzi, un ruolino di marcia che ha ribaltato qualsiasi pronostico della vigilia. Non è stata una sorpresa isolata, ma la dimostrazione di un collettivo oliato: con Rudy Gobert a fare da ancora sotto le plance e Julius Randle a supportare la manovra, Minnesota ha concretizzato un predominio fisico schiacciante, dominando la battaglia a rimbalzo per 50-33 e imponendo un solco addirittura più netto nei punti in area, dove il divario ha raggiunto il clamoroso +24 (64 a 40).

Jokic, la tensione e la difesa di Denver che crolla sotto i colpi di McDaniels

Dall’altra parte della barricata, il verdetto del campo offre pochi appigli ai quali aggrapparsi per i Nuggets. Nonostante la prova da triple doppia sfiorata del suo pivot (ogni qualvolta il serbo toccava palla sembrava poter riaprire i giochi), Denver ha pagato a caro prezzo l’isolamento del proprio attacco e una inspiegabile fragilità nei momenti caldi della serie. Le difficoltà di Nikola Jokic, già emerse nei turni precedenti contro la fisicità avversaria, hanno trovato un apice di tensione nei frangenti di gara-4: con la difesa dei Timberwolves che gli negava costantemente il tiro da distanza ravvicinata, il centro serbo ha visto il proprio nervosismo salire, culminato in una reazione rabbiosa dopo un layup a tempo scaduto dell’arcinemico Jaden McDaniels. A rendere ancora più amara l’eliminazione per la franchigia del Colorado è stata la statistica dello stesso McDaniels, il quale con i suoi 32 punti non solo ha guidato la classifica dei marcatori della partita, ma ha tenuto a bada Jamal Murray tenendolo a soli 12 punti con un pessimo 4/17 al tiro.

Il quadro dei playoff: New York e Philadelphia scrivono le altre pagine della notte

Mentre a Ovest si chiudeva il sipario sui Nuggets, l’Est ha offerto spettacolo altrettanto impietoso per chi sognava l’impresa. I New York Knicks, dopo un avvio di serie altalenante, hanno letteralmente polverizzato gli Atlanta Hawks con un 140-89 che non ammette repliche: il margine di 51 punti rappresenta la vittoria più larga nella storia dei playoff per la franchigia newyorkese, con un primo quarto chiuso avanti 40-15 che ha indirizzato la contesa già nei primi dodici minuti. Decisivo l’apporto di O.G. Anunoby (29 punti), mentre per Atlanta si chiude una stagione che aveva fatto ben sperare. Discorso diverso invece per Philadelphia, che ha costretto i Boston Celtics a gara-7: i Sixers, dando seguito al successo di gara-5, hanno battuto i massimi rivali sul 106-93, con Tyrese Maxey scatenato a referto con 30 punti. La serie, ora in perfetta parità, si deciderà nell’ultimo atto al TD Garden, con i Celtics che dovranno difendere il fattore campo per evitare una clamorosa rimonta.

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