Monopattini elettrici, l’obbligo assicurativo slitta ancora: si parte (forse) il 16 luglio
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Redazione Interno
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Che la disciplina sui monopattini elettrici, in Italia, fosse un rebus dai contorni mobili lo si era capito da tempo. E l’ultimo colpo di scena, a riprova di una regolamentazione che sembra viaggiare per continui rinvii e correzioni, arriva da una circolare congiunta datata 17 aprile 2026: il Ministero delle imprese e del made in Italy, assieme al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, ha di fatto riscritto il calendario degli adempimenti, concedendo una proroga di sessanta giorni sull’obbligo di assicurazione per la responsabilità civile verso terzi. Se ne riparlerà, dunque, il 16 luglio 2026, mentre resta confermata – e nessuno, al momento, ha messo in dubbio questa scadenza – un’altra incombenza ben più immediata, vale a dire quella del cosiddetto “targhino” identificativo, atteso già dal prossimo 17 maggio.
La ratio del rinvio, spiegano i dicasteri nella loro nota tecnica, è “strettamente connessa alla piena operatività” di questo stesso contrassegno, senza il quale – a loro giudizio – non sarebbe possibile “identificare in maniera univoca” i mezzi circolanti. Una spiegazione, questa, che getta luce sul groviglio normativo originato dalla Legge n. 160 del 27 dicembre 2019, successivamente modificata dalla Legge n. 177 del 25 novembre 2024: un impianto che aveva previsto, lo si ricorda, ben tre pilastri (casco, contrassegno e assicurazione RC) per i monopattini a propulsione prevalentemente elettrica. L’assicurazione, in particolare, richiama l’articolo 2054 del codice civile, ovvero la norma che disciplina la circolazione dei veicoli senza rotaie. Peccato che, tra una proroga e l’altra, la data fatidica sia già stata più volte rimessa in discussione.
Il contesto normativo e l’ennesimo rinvio
Non è la prima volta, del resto, che l’entrata in vigore di questi obblighi subisce slittamenti; anzi, la vicenda dei monopattini in sharing e di proprietà rappresenta forse il caso più tormentato della mobilità urbana recente. A poco più di un mese da quella che era stata indicata come la data definitiva per l’attivazione della copertura assicurativa, ecco che i due ministeri tornano a bussare con una circolare chiarificatrice del 17 aprile. La sostanza, in poche righe: l’assicurazione obbligatoria non scatterà il 17 maggio, come taluni avevano frettolosamente archiviato, bensì il 16 luglio. Un rinvio secco di sessanta giorni, motivato da ragioni operative – in sostanza, la necessità di rendere il “targhino” pienamente funzionante per garantire la tracciabilità di ogni singolo monopattino.
Ne consegue che dal 17 maggio, quindi tra poche settimane, i possessori di questi mezzi dovranno comunque dotarsi del contrassegno identificativo; pena, verosimilmente, le sanzioni previste dal codice della strada. L’assicurazione, invece, rimarrà sulla carta per altre otto settimane. Un muro contro muro, verrebbe da dire, tra la volontà del legislatore di equiparare i monopattini ad altri veicoli a motore e la concreta capacità amministrativa di mettere a terra il sistema dei controlli.
La questione del “targhino” e l’identificazione univoca
Proprio sul punto del contrassegno – quel “targhino” tanto discusso – si gioca la partita principale. I ministeri lo ribadiscono con chiarezza: “È necessario che i monopattini possano essere identificati in maniera univoca”. Senza questo requisito, secondo la loro interpretazione, l’obbligo assicurativo risulterebbe di fatto inapplicabile, o quantomeno privo degli strumenti essenziali per verificare la copertura in caso di sinistro o di controllo su strada. E allora l’asticella si sposta al 16 luglio, data entro la quale si presume che le piattaforme digitali, i registri e i meccanismi di accoppiamento tra contrassegno e polizza saranno a regime.
Da un punto di vista strettamente cronologico, quindi, chi utilizza un monopattino elettrico a partire dal 17 maggio dovrà avere ben visibile il proprio codice identificativo; chi invece circolerà senza assicurazione fino al 15 luglio non violerà alcuna disposizione, purché naturalmente rispetti le altre norme (come l’eventuale obbligo di casco, laddove previsto). La situazione paradossale, se vogliamo, è che per quasi due mesi avremo mezzi tracciati ma non assicurati, esattamente il contrario di quanto la logica della sicurezza stradale suggerirebbe.
Reazioni tecniche e impatti sulla mobilità quotidiana
L’azzardo interpretativo, in casi come questo, sta nel ritenere che il 16 luglio sia uno spartiacque definitivo. La cronaca degli ultimi anni insegna però che i rinvii a catena, sui monopattini, sono più la regola che l’eccezione. La circolare del 17 aprile interviene infatti su una decorrenza già prevista dalla legge, modificandola ulteriormente attraverso uno strumento amministrativo; e lo fa a ridosso di una scadenza (il 17 maggio) che molti avevano già segnato in agenda come il giorno dell’entrata in vigore del pacchetto completo.
Resta inteso che l’obbligo di contrassegno, dal 17 maggio, sarà operativo; e si applicherà tanto ai monopattini in sharing quanto a quelli di proprietà privata. Le società di noleggio, che già avevano avviato le procedure per l’apposizione dei codici identificativi, dovranno semplicemente attendere ancora qualche settimana prima di richiedere ai propri utenti anche la prova di una copertura RC. Per i privati cittadini, invece, la confusione rischia di essere maggiore: molti, in buona fede, potrebbero credere che lo slittamento dell’assicurazione equivalga a uno slittamento generalizzato, dimenticando invece l’imminente scadenza del “targhino”. Un equivoco, quest’ultimo, che potrebbe costare caro in termini di sanzioni amministrative.




