Manovra 2026: sedici miliardi tra tagli e nuove entrate per rispettare i parametri Ue

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il governo ha delineato i contorni della prossima manovra economica, che si articolerà attorno a sedici miliardi di euro necessari per garantire la tenuta dei conti pubblici nel solco dei parametri europei. Di questa ingente somma, dieci miliardi, ovvero la parte più cospicua della copertura finanziaria, proverranno da un'operazione di taglio della spesa pubblica; i restanti sei, invece, saranno ricavati dall’intervento sul versante delle entrate, attraverso l’individuazione di nuove risorse.

Lo scenario internazionale e i vincoli di bilancio

Il quadro internazionale, segnato da conflitti bellici e da una crescente tensione sui dazi commerciali che genera una forte competizione, impone peraltro una gestione oculata e una rigidità di bilancio, lasciando ben poco spazio a iniziative di ampio respiro. Lo stesso ministro dell'Economia ha sottolineato come l'economia nazionale mostri segnali di stabilità, pur muovendosi all'interno di uno scenario globale che, al contrario, si presenta piuttosto complesso e gravido di incognite.

I quaranta disegni di legge collegati

A corredo della legge di bilancio, il cui impatto su famiglie e imprese è stato definito “leggero”, verranno presentati ben quaranta disegni di legge collegati, i quali spaziano da interventi sul sistema pensionistico e su quello sanitario fino a misure per il contrasto alla povertà. L’elenco, che include anche normative per la valorizzazione del mare e la riforma dell'ordine dei commercialisti, senza tralasciare la sperimentazione dell'intelligenza artificiale in ambito giudiziario, è contenuto nel Documento programmatico di finanza pubblica e rappresenta il frutto del lavoro preparatorio dei diversi ministeri.

Luci e ombre del contesto macroeconomico

Il contesto macroeconomico nel quale si inserisce questa pianificazione finanziaria presenta luci e ombre: da un lato, si registra un dato positivo sull'occupazione, sebbene distante quasi dieci punti percentuali dalla media europea, e una significativa discesa del deficit, tanto da avvicinare l'obiettivo di un superamento della procedura di infrazione. Dall’altro lato, permangono diverse criticità, a cominciare da un debito pubblico che fatica a scendere e da una crescita economica che ristagna su livelli minimi, vicini allo zero.

L'aumento della pressione fiscale e il cambio di approccio

A ciò si aggiunge l’aumento della pressione fiscale, salita di un punto e tre decimi fino a toccare il 42,5%, un elemento che certamente influisce sul potere d'acquisto dei cittadini e sulla capacità di investimento delle aziende. In questo scenario, la Premier ha operato con un approccio di cinico realismo, allontanandosi in modo netto da alcune promesse elettorali e moderando, se non addirittura capovolgendo, le posizioni che in passato l'avevano vista protagonista di aspri attacchi verso le istituzioni di Bruxelles.

La priorità alle spese militari

Una delle voci più consistenti della manovra, che emerge con chiarezza dal Documento programmatico, è quella relativa alle spese militari, per le quali sono previsti stanziamenti che, nell’arco di un triennio, ammonteranno a ventitré miliardi di euro. Questo impegno finanziario, “pesante” e in controtendenza con l’impostazione generale della legge di bilancio, segna una priorità strategica del governo in un momento di grande instabilità geopolitica.

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