Alfa Romeo Giulia e Stelvio, il nuovo Pack Performance costa 4.176 euro
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Redazione Scienza e Tecnologia
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Non era un segreto che, dopo il debutto avvenuto qualche mese fa sul mercato tedesco, il pacchetto sarebbe presto arrivato anche in Italia. Ed ecco che, puntuale, arriva la conferma: la casa del Biscione ha infatti ufficialmente esteso la disponibilità del cosiddetto Pack Performance alle versioni europee (Italia inclusa, ovviamente) delle sue due ammiraglie, la berlina Giulia e il SUV Stelvio. Un movimento strategico, questo, che mira a rinfrescare l’immagine di due modelli ormai presenti sul mercato da diversi anni (la loro carriera, stando alle ultime dichiarazioni, dovrebbe protrarsi almeno fino al 2027) senza però stravolgerne l’anima, bensì esaltandone il DNA corsaiolo attraverso un ventaglio di interventi mirati.
Se ci si chiede cosa cambi realmente salendo a bordo di una Giulia o di uno Stelvio allestiti con questo nuovo corredo, la risposta va cercata in tre aree specifiche: l’estetica degli interni, la qualità dell’audio e, soprattutto, la dinamica del telaio. L’abitacolo, per dirla tutta, abbandona ogni velleità minimalista per abbracciare una filosofia decisamente più chiassosa e grintosa: i sedili sfoggiano una pelle nera impreziosita da cuciture rosse a contrasto, mentre plancia, pannelli porta e bracciolo centrale ricevono inserti in vera fibra di carbonio (non si parla di semplici pellicole, ma di materiale autentico) che spezzano la monotonia del nero dominante. A completare il quadro estetico, lo stesso sistema audio Harman Kardon che, grazie a un amplificatore da 900 watt e a ben 14 altoparlanti magistralmente distribuiti, trasforma l’abitacolo in una sorta di piccola sala da concerto grazie anche alla tecnologia Logic 7 Surround.
Tuttavia, è sotto la carrozzeria che si nasconde la vera essenza di questo aggiornamento. Il pezzo forte è rappresentato senza alcun dubbio dal sistema di sospensioni attive battezzato “Synaptic Dynamic Control” (SDC): una tecnologia, questa, che fino a poco tempo fa era appannaggio quasi esclusivo delle versioni Quadrifoglio o di limited edition come la Estrema, e che ora viene “rilasciata” anche sugli allestimenti più accessibili (Sprint e Veloce). Attraverso una serie di valvole elettroidrauliche in grado di modulare in tempo reale il flusso dell’olio all’interno degli ammortizzatori, il sistema adatta la rigidità dell’assetto in base alle condizioni del fondo, alle accelerazioni laterali e allo stile del conducente.
Il tutto, ovviamente, è orchestrato dalla consolle centrale tramite il selettore Alfa DNA. Se lo si ruota in posizione “Dynamic”, l’auto si irrigidisce come un atleta sotto sforzo per offrire il massimo della tenuta e della precisione in curva; se invece si opta per “Natural” o “Advanced Efficiency”, le valvole lasciano fluire l’olio con più generosità, privilegiando l’assorbimento delle sconnessioni e il relax a bordo. Una centralina elettronica, chiamata Chassis Domain Control, fa da supervisore a tutta questa orchestra di sensori, assicurando che la regolazione avvenga senza soluzione di continuità e senza che il guidatore debba mai distogliere lo sguardo dall’asfalto.
Una dinamica su misura e il costo dell’optional
L’arrivo di questo pacchetto solleva inevitabilmente il velo su quello che è l’attuale strategia di mercato della marca di Arese. Invece di ricorrere a costosi restyling di mezza età, Alfa Romeo sceglie di mantenere freschi i suoi best-seller (la produzione, ricordiamolo, è confermata almeno fino al 2027) trasferendo la tecnologia dalle vetture di punta a quelle di volume: una sorta di “trickle-down” tecnologico che avvantaggia chi non può o non vuole permettersi la super sportiva da 520 cavalli. A dare man forte a questa impressione ci pensa la possibilità di abbinare le sospensioni attive SDC al differenziale posteriore autobloccante (presente sulla Veloce Q4 o come optional), un connubio che trasforma la trazione e l’uscita di curva da semplici atti dinamici a vere e proprie esperienze sensoriali.
Entrando nel dettaglio dei numeri, il configuratore online della casa è stato da poco aggiornato e presenta ufficialmente il listino per l’Italia: il prezzo del Pack Performance è fissato a 4.176 euro. Una cifra, questa, che potrebbe sembrare consistente, ma che va messa in relazione al “pacchetto” complessivo offerto. Per lo stesso importo, infatti, l’acquirente si porta a casa non solo le sospensioni elettroniche (difficili da trovare aftermarket), ma anche l’impianto audio Harman Kardon da 900 watt (un sistema che da solo, in altre case automobilistiche, può costare quasi la metà della cifra totale) e tutti gli inserti in carbonio dell’abitacolo. Per avere un ordine di grandezza, basti pensare che le versioni Veloce senza questo optional partono da circa 57.700 euro (per la Giulia) e 62.300 (per la Stelvio), mentre la Quadrifoglio più economica sfiora i 100.000 euro.
La riconfigurazione dei modelli e l’esperienza di guida
C’è poi un aspetto tecnico di non poco conto che riguarda l’interazione tra le sospensioni e l’elettronica di bordo. Gli ingegneri del Biscione hanno lavorato affinché il Synaptic Dynamic Control non fosse un sistema “standalone”, ma dialogasse perfettamente con lo Chassis Domain Control (CDC). Senza voler entrare in una tecnicismi sterili, basta sapere che il CDC è il vero cervello operativo: mentre le sospensioni SDC pensano a filtrare le asperità o a irrigidire la barra antirollio, il CDC monitora costantemente l’angolo di sterzo, la pressione dei freni e la velocità di rotazione sulle singole ruote, intervenendo in frazioni di secondo per evitare che l’auto vada in sotto o sovrasterzo. Un livello di sofisticazione, questo, che rende la Giulia e lo Stelvio delle vere e proprie “scalpole” nelle mani del guidatore esperto, ma senza mai risultare punitivi per chi cerca solo un trasferimento comodo e silenzioso in autostrada.
L’impressione è che Alfa Romeo stia cercando di colmare quel piccolo gap tecnologico che si era venuto a creare con i rivali tedeschi (pensiamo ai sistemi di sospensioni adaptive di Audi o BMW) e lo fa a modo suo, con un pacchetto che è più un “cucito su misura” che un semplice elenco di optional. Anche il sistema audio Harman Kardon, se vogliamo, è un passo avanti rispetto ai precedenti impianti della casa, spesso criticati dagli audiofili per una resa non proprio cristallina sulle alte frequenze. Con i suoi 12 canali separati e la gestione dinamica delle sorgenti, il nuovo impianto non si limita a pompare decibel, ma crea una vera e propria scena sonora, separando netto il suono dei violini dai bassi della grancassa.
Infine, non va dimenticato che questo “Pack Performance” è disponibile su tutta la gamma di motorizzazioni, dalla meno potente (il 2.2 diesel da 160 cavalli) fino alla agguerrita Quadrifoglio da 520 cavalli, anche se è proprio sugli allestimenti Veloce che il pacchetto trova la sua applicazione più logica ed equilibrata. Un suggerimento, per chi fosse interessato: se il budget lo consente, optare per la versione con il 2.2 litri da 210 cavalli e trazione integrale Q4 potrebbe essere la scelta più saggia; si porta già dietro di serie il differenziale autobloccante, e con le sospensioni attive SDC la trasformazione dell’auto sarebbe davvero radicale, quasi un’auto completamente diversa.




