Parte il Mondiale Superbike con Pirelli, Phillip Island apre la stagione tra conferme e ritorni

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Prende il via da Phillip Island, in Australia, la ventitreesima stagione consecutiva del Mondiale Superbike che vede Pirelli nel ruolo di fornitore unico, un appuntamento, quello sul tracciato velocissimo bagnato dall’oceano, che come da tradizione apre le danze del campionato e che quest’anno si presenta con diverse novità tecniche, riguardanti soprattutto la struttura e le dimensioni degli pneumatici a disposizione dei piloti -1. Il primo round stagionale è stato anticipato da due giorni di test ufficiali che, nonostante qualche scroscio di pioggia e il consueto vento australiano, hanno offerto indicazioni piuttosto chiare circa i valori in campo, con Nicolò Bulega, fresco di conferma nel team ufficiale Aruba.it Racing – Ducati, che ha letteralmente dominato le scene facendo segnare un impressionante 1'28"630, un crono che lo avvicina pericolosamente al record della pista e che ha lasciato gli inseguitori a oltre sei decimi di distanza -1-4.

La supremazia di Bulega e il rilancio di Baldassarri

Il pilota ducatista, lo ricordiamo, lo scorso anno aveva centrato una tripletta proprio su questo tracciato, e la sua prestazione nei test, con 138 tornate completate e un passo costantemente veloce, non ha fatto che rafforzare i pronostici che lo vedono come il grande favorito per la gara d'apertura, anche se va detto che si tratta pur sempre di prove e che in molti, come il suo compagno di box Iker Lecuona, sono ancora in una fase di adattamento alla nuova Panigale V4 -4-5. Alle spalle di Bulega, la classifica dei test ha visto un preoccupante (per gli avversari) monologo della casa di Borgo Panigale, che ha piazzato quattro moto nelle prime quattro posizioni, con Sam Lowes, Yari Montella e, sorpresa delle sorprese, Lorenzo Baldassarri a completare la top-four -1. Per Baldassarri, tornato nel mondiale dopo due anni piuttosto complicati e un'esperienza in MotoE, si tratta di un vero e proprio ritorno alle competizioni che contano, e il suo terzo tempo assoluto, ottenuto con la Ducati del Team GoEleven, rappresenta una boccata d'ossigeno per una squadra che, dopo le ultime stagioni con Andrea Iannone, aveva bisogno di ritrovare entusiasmo e competitività -2-6. Il marchigiano, va detto, ha girato molto durante l'inverno, nonostante le condizioni meteo avverse, e la sintonia con la nuova moto, da lui stesso definita "fantastica", sembra essere la base solida su cui costruire un campionato di alto profilo -6-9.

Il ritorno di Zaccone e la caccia ai nuovi eroi della Supersport

Se in Superbike l'Italia può contare su una pattuglia di piloti già affermati, nel Mondiale Supersport la situazione è leggermente diversa, considerando che negli ultimi anni i grandi protagonisti della categoria, nomi come Locatelli, Bulega, Montella e lo stesso Baldassarri, sono stati promossi nella classe regina, lasciando un vuoto che qualcuno dovrà pur colmare -3. Dai test australiani, tuttavia, arrivano segnali confortanti da Alessandro Zaccone, il pilota romagnolo classe 1999 che, dopo aver trionfato in MotoE laureandosi campione del mondo nel 2025, è tornato nel paddock del Mondiale Superbike a distanza di quasi dieci anni dalla sua ultima apparizione, e lo ha fatto in sella alla Panigale V2 del team Althea, concludendo le due giornate di prove con un dignitoso settimo tempo che lascia ben sperare per il prosieguo della stagione -3-7. Zaccone, che in passato aveva già corso nel WorldSSP ottenendo piazzamenti di rilievo, ha spiegato come i test siano stati fondamentali per prendere confidenza con una moto e con degli pneumatici che, di fatto, ha potuto provare seriamente solo in questa occasione a causa del maltempo che aveva limitato le prove invernali, e il suo approccio graduale, fatto di tanti giri e di un costante miglioramento, è esattamente ciò che ci si aspetta da un pilota che deve ancora adattarsi completamente alla nuova categoria -3.

Bulega detta il passo, Bautista arranca

Tornando alla Superbike, la prestazione di Bulega ha inevitabilmente attirato l'attenzione su di sé, ma non vanno dimenticate le difficoltà incontrate da altri piloti di spicco, come Álvaro Bautista: il campione spagnolo, ora in sella alla Ducati del team Barni, non ha brillato particolarmente nei test, chiudendo con tempi lontani dai primi e rimediando anche una caduta, anche se, a onor del vero, va ricordato che Bautista non ha mai cercato il tempo sul giro nelle prove, preferendo concentrarsi sulla ricerca dell'assetto e sulla simulazione di passo gara, specialmente considerando i sette chili di penalizzazione che è costretto a portare sulla sua moto -1-4. La sua esperienza, si sa, potrebbe rivelarsi decisiva in ottica gara, ma al momento il divario dal suo giovane connazionale appare piuttosto ampio. In casa Honda, invece, le notizie non sono affatto buone: Jake Dixon, dopo una caduta nella seconda giornata di test, ha riportato la frattura di un polso, un infortunio che lo costringerà a saltare l'intero round australiano, un duro colpo per il team HRC che già aveva perso Somkiat Chantra prima della partenza per l'Oceania -1-4.

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