Stellantis, scioperi e cassa integrazione, la crisi del lavoro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Lumini accesi fuori dallo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, simbolo della "morte" del lavoro, accompagnano uno sciopero che prosegue con volantinaggi agli operai. Le frasi scritte dai lavoratori delle aziende di servizi, che hanno perso il lavoro, esprimono il loro disagio. La multinazionale, nel frattempo, avrebbe individuato tute rosse per sostituire i lavoratori in protesta, una situazione definita assurda dalla Uilm, presente fuori dai cancelli con i 150 scioperanti di De Vizia, Trasnova, Logitech e Tecnoservice.

Stellantis ha annunciato la cassa integrazione per 400 operai nello stabilimento di Termoli, dal 21 dicembre al 2 gennaio, per la fermata natalizia. Prima delle festività, dal 16 al 21 dicembre, verrà attuata una nuova cassa integrazione guadagni per 400 operai nel reparto motori Gse e V6. Inoltre, dall'11 novembre, è iniziato il contratto di solidarietà per 892 lavoratori dello stabilimento automobilistico, che proseguirà fino al 1 agosto 2025.

A Pomigliano, gli operai della Trasnova, azienda che si occupa della movimentazione delle vetture prodotte nello stabilimento napoletano e negli altri stabilimenti italiani del gruppo, sono scesi in picchetto con i politici, dopo l'annuncio del mancato rinnovo del contratto. La mobilitazione dei lavoratori dell'indotto Stellantis è scattata all'alba, con scioperi e manifestazioni sui varchi della grande fabbrica.

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