Yoox, prosegue la mobilitazione dei lavoratori tra scioperi e tavoli di crisi

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La vertenza Yoox, che vede contrapposti i dipendenti e la proprietà del colosso dell’e-commerce di moda, non conosce tregua. Dopo l’annuncio di una riduzione del personale che colpisce 211 dipendenti a livello nazionale, di cui 46 nel solo capoluogo lombardo, la protesta si è estesa da Milano a Bologna, dove i lavoratori continuano a manifestare il proprio dissenso. Una mobilitazione che, passando per i presidi di piazza San Babila e arrivando fino alla sede della Regione Emilia-Romagna, mira a contrastare quella che viene percepita come una decisione irrevocabile e profondamente ingiusta.

La crisi aziendale, del resto, appare come un rovesciamento di fortuna per una realtà che era stata un vero e proprio faro dell’innovazione. Yoox, fondata nel 2000 da Federico Marchetti, è stata a lungo considerata un caso emblematico di successo, un pioniere che ha saputo anticipare le potenzialità del lusso online. Secondo l’analisi di Mariachiara Colucci, professoressa associata di Economia e Gestione delle imprese all’Università di Bologna, l’azienda avrebbe però progressivamente smarrito quel “vantaggio del pioniere” che ne aveva decretato l’ascesa, ritrovandosi ora a navigare in acque difficili.

Le conseguenze di queste scelte aziendali hanno un volto e un nome preciso, come quello di Gentila Lleshi, che all’azienda ha dedicato sedici anni della sua vita lavorando nel reparto Montblanc. La sua storia, emersa durante un presidio al quale ha partecipato anche la segretaria del Pd Elly Schlein, racconta l’angoscia di un futuro improvvisamente precario. La preoccupazione per il proprio lavoro si è trasformata in una piccola bugia quotidiana che rassicura sua figlia di nove anni, a cui promette che “risolveremo tutto”, in un tentativo di proteggerla da un incubo che sembra non avere fine.

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