Carrefour precipita in borsa, conti 2025 sotto le attese e un piano al 2030 che convince poco
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Redazione Economia
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Giornata no per il colosso francese della grande distribuzione, con il Titolo Carrefour che ha subito una pesante flessione alla Borsa di Parigi, facendo registrare un calo di oltre il sei per cento che lo ha trasformato nella peggiore performance del paniere Cac-40. Il mercato ha punito duramente il gruppo dopo la diffusione dei risultati dell'esercizio 2025 e la contestuale presentazione del nuovo piano strategico decennale, un'accelerazione verso il futuro che gli investitori hanno evidentemente giudicato con scetticismo, se non con aperta delusione. La reazione è stata talmente violenta da polverizzare gran parte del guadagno accumulato dal titolo dall'inizio dell'anno, un +8,2% che ora si è ridotto a un misero +3%, a testimonianza di quanto le attese fossero ben diverse.
A pesare sul piatto della bilancia sono stati innanzitutto i conti dell'ultimo anno, che hanno mostrato alcune crepe significative nel modello di business del gruppo. L'utile netto, in particolare, è apparso più che dimezzato, un tracollo dovuto in larga parte all'uscita dal mercato italiano, una cessione che ha comportato oneri straordinari e che ha ristrutturato il perimetro geografico dell'azienda. Nemmeno il mercato di casa, la Francia, ha fornito le soddisfazioni sperate: le vendite nel quarto trimestre, escluse le componenti più volatili come il carburante e depurate dagli effetti di calendario, hanno segnato un magro +0,4%, un dato che non ha raggiunto la soglia dello 0,7% che gli analisti avevano previsto. Il fatturato complessivo, pari a 91,5 miliardi di euro, mostra sì una crescita, ma questa viene ridimensionata se si considera la cessione della filiale italiana, che aveva portato l'anno precedente a ricavi per 94,6 miliardi. L'utile operativo ricorrente, pari a 2,158 miliardi, è arretrato del 5,4% sul 2024, scontando anche i 120 milioni di costi legati all'integrazione delle catene Cora e Match in Francia.
Un piano ambizioso, forse troppo, tra ritiro da alcuni mercati e investimenti nell’AI
Nel tentativo di disegnare il proprio avvenire, la dirigenza di Carrefour ha svelato il piano "Carrefour 2030", una roadmap che punta a ridefinire le priorità geografiche e operative del gruppo. L'architrave della strategia poggia su tre pilastri fondamentali, rappresentati dai mercati considerati "core", vale a dire Francia, Spagna e Brasile, dove l'azienda gode già di posizioni di leadership e intende consolidare la propria presenza, aumentando le quote di mercato. Per gli altri paesi, tra cui rientrano Belgio, Polonia e Argentina, l'approccio sarà invece quello di una "gestione dinamica degli asset", una formula che nella pratica lascia aperte tutte le opzioni, dalla crescita mirata fino a una possibile dismissione parziale o totale. Una scelta, questa, che ricalca la recente decisione di cedere le attività in Italia e in Romania, una vendenza quest'ultima che dovrebbe portare nelle casse del gruppo circa 823 milioni di euro.
Parallelamente al ridisegno della mappa geografica, Carrefour ha annunciato un imponente piano di razionalizzazione dei costi, con l'obiettivo di risparmiare circa un miliardo di euro all'anno fino al 2030. Le leve su cui far leva per ottenere queste economie sono molteplici: da un miglioramento delle condizioni d'acquisto, che potrebbe passare anche da partnership con altri attori della distribuzione, a una maggiore efficienza operativa nelle sedi centrali. Ma il vero ago della bilancia, nella visione del management, sarà un massiccio ricorso all'intelligenza artificiale e all'analisi dei dati. In quest'ottica si inserisce la partnership industriale con Vusion, che prevede un investimento di oltre 150 milioni per dotare i punti vendita francesi di etichette elettroniche, sistemi di monitoraggio e telecamere intelligenti in grado di rilevare automaticamente le rotture di stock o le anomalie nei prezzi, liberando così ore di lavoro del personale da attività ripetitive da reindirizzare verso un miglior servizio alla clientela.
Margini in recupero e dividendi in crescita, ma la finanza storce il naso
Nonostante la piega negativa presa dal titolo, i numeri presentati dal management disegnano un percorso di miglioramento della redditività per i prossimi anni. Il gruppo punta a far salire il margine operativo ricorrente dall'attuale 2,6% fino a toccare il 3,2% nel 2028 e il 3,5% nel 2030, con l'obiettivo dichiarato di generare un flusso di cassa libero netto cumulato di 5 miliardi di euro nel triennio 2026-2028. Per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, Carrefour ha proposto per l'esercizio 2025 un dividendo ordinario in aumento del 5,4% a 0,97 euro per azione, cui si aggiunge la proposta di un dividendo straordinario di 0,21 euro, per un totale di 150 milioni, la cui erogazione è però subordinata alla chiusura della vendita della filiale rumena. Per il futuro, la politica dei dividendi sarà parametrata al 50-60% dell'utile per azione rettificato.
Ma sono stati proprio questi obiettivi, definiti dal management come ambiziosi, a sollevare piú di un dubbio tra gli analisti finanziari, i quali li ritengono difficilmente raggiungibili in un mercato francese considerato strutturalmente complesso. La crescita dell'utile per azione a una cifra alta ogni anno, cosí come le previsioni sul free cash flow, sono parse a molti poco in linea con le difficoltà mostrate dall'azienda nel suo mercato domestico, dove pure si punta a raggiungere una quota del 25% entro il 2030. La sensazione, per alcuni commentatori, è che dopo otto anni di guida dell'azienda, il management abbia finalmente individuato la rotta giusta, ma che ora servano i fatti per dimostrare di aver imboccato il sentiero del rilancio, dovendo peraltro affrontare la concorrenza e un consumatore sempre piú attento al prezzo e alla convenienza.




