Luciano Cannito e la fine della storia con Rossella Brescia: «Sentivo che le stavo mancando di rispetto»
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Il coreografo e regista Luciano Cannito, ospite negli studi di Verissimo per la puntata in onda sabato 14 febbraio, ha rotto il silenzio sulla conclusione del suo lungo rapporto con Rossella Brescia, una relazione che ha attraversato quasi due decenni prima di giungere al capolinea nel corso del 2024 -5. Di fronte alle domande di Silvia Toffanin, l’artista ha affrontato il nodo della separazione con una franchezza che non ha escluso l’ammissione di un profondo disagio interiore, quello stesso disagio che lo avrebbe spinto a compiere una scelta radicale nonostante l’affetto ancora vivo. Non si è trattato, ha tenuto a precisare, dell’irruzione di una terza persona o di un tradimento consumato, bensì di una lenta metamorfosi del sentimento, un'evoluzione che lui stesso ha faticato a riconoscere e ad accettare. «Sono passato attraverso fiumi di lacrime, sono stato male come un cane», ha confessato, descrivendo il prezzo emotivo pagato per una decisione che, seppur dolorosa, gli appariva ormai indifferibile -5.
La consapevolezza di un amore che cambia forma e il coraggio di chiudere
Il racconto di Cannito si è soffermato sulla genesi di quella consapevolezza, un processo interiore che lo ha portato a sentirsi inadeguato rispetto al legame che lo univa alla Brescia. «Nella mia essenza sentivo che non era giusto andare avanti, stavo facendo del male a lei e a me», ha spiegato, aggiungendo un dettaglio cruciale sul suo vissuto emotivo: «Non potevo immaginare che a un certo punto un amore immenso, diventato diverso, potesse dare a me la possibilità di pensare a un’altra persona o essere attratto da altro. Stavo mancando di rispetto a Rossella» -5. È questa la chiave del suo ragionamento, il momento in cui la percezione del proprio sentire si scontra con l’immagine di un amore che non c’è più nella sua forma originaria. Il coreografo ha voluto sottolineare come la relazione, dopo tanti anni vissuti intensamente, avesse subito una trasformazione che lui non si sentiva di ignorare per inerzia o per paura della solitudine. Non sa, ha ammesso, se quella sia stata la scelta giusta in termini assoluti, ma era l’unica che potesse restituirgli una parvenza di coerenza con sé stesso e con la donna che dice di amare ancora, seppur in modo diverso -5.
Il dolore di Rossella Brescia e la sua versione sui motivi dell’addio
Dalla parte di Rossella Brescia, che nei mesi precedenti aveva già affidato a Verissimo la propria sofferenza, la fine della storia è stata vissuta come uno shock, una porta sbattuta in faccia senza che lei potesse opporsi o comprendere appieno le ragioni di un epilogo così repentino -2-6. La conduttrice e ballerina aveva raccontato di aver lottato con tutte le sue forze per salvare il rapporto, salvo poi doversi arrendere all’evidenza che lui non fosse più felice al suo fianco -6. In quelle interviste, la Brescia aveva escluso categoricamente l’esistenza di un’altra donna, confermando le parole di Cannito sulla natura non traumatica della rottura sotto il profilo della gelosia, ma evidenziando al contempo tutto il peso di una decisione subita -1. «Se per lui erano cambiati i sentimenti non bisogna colpevolizzarlo. Lui dice che mi amerà per tutta la vita ma in un altro modo, come potrebbe amare una sorella o una figlia», aveva dichiarato, mostrando una lucidità che non cancellava però l’amarezza per un amore che definiva «una piantina» a cui era venuta a mancare l’acqua -1. Oggi, a distanza di tempo, le parole di Cannito a Verissimo paiono riecheggiare quelle stesse metafore, quasi a voler ricomporre un dialogo interrotto, confermando che la loro storia, pur finita, continua a essere vissuta da entrambi con un'intensità che non accenna a spegnersi -5.
La carriera e il presente: tra palcoscenici internazionali e nuove produzioni
Se la vita sentimentale di Luciano Cannito occupa le cronache in questi giorni, la sua carriera resta saldamente ancorata ai teatri di tutto il mondo. Coreografo e regista tra i più apprezzati, il suo nome è legato a dozzine di produzioni che hanno calcato i palchi del Metropolitan di New York, del Teatro alla Scala di Milano e del San Carlo di Napoli, per citarne solo alcuni -3-8. Recentemente, Cannito ha curato la regia del nuovo allestimento italiano del musical Cantando sotto la pioggia, portato in scena con successo e destinato a riprendere le rappresentazioni nei prossimi mesi -8. Il suo approccio al lavoro, come lui stesso lo descrive, è di tipo artigianale, basato su uno studio meticoloso delle partiture musicali e sulla capacità di adattare le coreografie alle caratteristiche degli interpreti, cercando sempre quella «leggerezza» e «poesia» che ritiene essenziali per coinvolgere il pubblico -8. È lo stesso rigore che, anni addietro, lo aveva portato a ricoprire il ruolo di giudice nel serale di Amici, dove con «occhi di falco» valutava la tecnica dei ballerini, distinguendo tra l’emozione della performance e la precisione oggettiva del movimento -9. Un rigore che, a giudicare dalle sue parole, sembra aver applicato anche alla propria vita privata, scegliendo la verità dei sentimenti, per quanto dolorosa, al posto della finzione di un amore trascorso.




