Bologna, Lepore crolla nei sondaggi mentre il centrodestra avanza: "La città è contendibile"

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Matteo Lepore, sindaco di Bologna, scivola al 58esimo posto nella classifica dei primi cittadini più apprezzati d’Italia, un tracollo che riflette non solo il malcontento verso la sua amministrazione, ma anche il crescente slancio del centrodestra. Se Michele Guerra, a Parma, resiste al secondo posto con il 65% di consensi (-1,2% rispetto al 2022), Lepore stenta a mantenere il controllo di una città tradizionalmente rossa, dove ora l’opposizione avanza senza remore: «Asfaltato, Bologna è di nuovo in gioco», dichiarano gli esponenti di Fratelli d’Italia e Lega, puntando a capitalizzare il declino del centrosinistra.

Non è un caso isolato. Se a Roma Roberto Gualtieri arranca tra critiche e disaffezione, in Emilia-Romagna altri sindaci mostrano performance contrastanti: Jamil Sadegholvaad (Rimini), Alan Fabbri (Ferrara) e Massimo Mezzetti (Modena) si attestano al 59%, con variazioni che rivelano dinamiche territoriali complesse. Fabbri, unico del centrodestra nel trio, guadagna un +1,1%, mentre Mezzetti perde quasi cinque punti. Segnali che, seppur frammentari, disegnano un quadro in movimento, dove il peso delle politiche locali incide più delle appartenenze di partito.

Intanto, al Sud, Roberto Occhiuto si conferma tra i governatori più popolari d’Italia: il presidente della Calabria, con il 58% di gradimento, supera diversi colleghi settentrionali, dimostrando come il consenso non sia questione di latitudine. A Crotone, il sindaco Vincenzo Voce (18esimo, 57%) completa un panorama in cui il Meridione, spesso dipinto come arretrato, trova invece amministratori capaci di raccogliere fiducia.

A Rieti, Daniele Sinibaldi annuncia la ricandidatura dopo un +2,8% nei sondaggi, raggiungendo il 55% di approvazione. «Voglio chiudere il lavoro iniziato», spiega al Messaggero, rivelando una strategia chiara: puntare sulla continuità, laddove i numeri lo permettono. Un approccio che, in tempi di volatilità elettorale, potrebbe fare scuola.

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